Smart building: l’integrazione dei sistemi è la chiave per l’efficienza e la sostenibilità

La building automation, secondo un’indagine di Forrester Consulting, rischia di non essere efficace per i grandi complessi immobiliari se manca un coordinamento software tra i componenti.
Johnson Controls, multinazionale specializzata nella building automation con sede fiscale in Irlanda, ha incaricato la società di analisi Forrester Consulting di valutare lo stato degli edifici intelligenti.
Il sondaggio online ha coinvolto 3.445 responsabili delle strategie di smart building delle loro organizzazioni. Risultato: è necessario ottimizzare gli ambienti e migliorare l’efficienza operativa dei sistemi edilizi critici.
«I sistemi per l’edilizia svolgono un ruolo fondamentale nella riduzione delle emissioni di carbonio», commenta Francesco Genchi, Managing Director di Johnson Controls Italia.
«La spesa cumulativa per la transizione verso un approccio ecologico a riscaldamento e raffreddamento raggiungerà i 24 mila miliardi di dollari entro il 2050 e l’uso di dispositivi ad alta efficienza energetica, come le pompe di calore, dovrà quasi raddoppiare entro il 2030 per allinearsi agli accordi globali sul clima. E questa è solo la punta dell’iceberg: anche la necessità di migliorare i fattori ambientali degli edifici, come la qualità dell’aria interna, è diventata fondamentale».
Mancata integrazione
Uno dei problemi maggiori da risolvere, però, riguarda la mancata integrazione di sistemi e apparati e la limitata capacità di utilizzare i dati raccolti per ricavare informazioni utili all’ottimizzazione degli edifici.
È proprio in questo ambito che entrano in gioco i partner, in grado di colmare le lacune di integrazione e competenza per aumentare l’efficienza e la sostenibilità degli edifici e migliorare la salute, la produttività e il benessere degli occupanti, sottolinea Johnson Controls, che si occupa proprio di questo aspetto.
Che cosa fare
Le prime azioni da intraprendere, secondo l’azienda, includono il miglioramento dell’efficienza energetica e della sicurezza fisica, l’ottimizzazione di modelli operativi flessibili e della qualità dell’aria interna (Iaq).
Per farlo sono necessari sistemi e insight unificati, perché la mancanza di integrazione impedisce ai leader interfunzionali di accedere facilmente alle informazioni necessarie per raggiungere i loro obiettivi: solo l’11% degli intervistati afferma che sistemi e apparati degli edifici sono completamente integrati e il 67% fatica a utilizzare gli insight generati per ottimizzarli. Questa mancanza di integrazione costa tempo, persone e denaro.
Gli edifici intelligenti, sottolinea Johnson Controls, forniscono ai manager un quadro più chiaro di ciò che accade all’interno degli spazi, aiutandoli a essere più efficienti, sostenibili, sani e produttivi.
Ai fini di questo studio, abbiamo definito gli edifici intelligenti come la convergenza delle informazioni provenienti dai sistemi connessi (per esempio, Hvac, illuminazione, sicurezza) che fornisce insight misurabili che possono essere condivisi tra più sistemi di tecnologia operativa e informatica.
Trasformazione digitale
Gli smart building, inoltre, accelerano le iniziative di trasformazione digitale e costituiscono una base vitale per l’ottimizzazione degli ambienti, l’efficienza operativa e la sostenibilità.
Iniziative di questo tipo consentono alle imprese di raggiungere gli obiettivi di efficienza ambientale e operativa degli edifici, oltre a migliorare la sicurezza e la salute dei dipendenti, ridurre l’impronta di carbonio, aumentare l’efficienza operativa, ottimizzare gli spazi degli edifici, la value proposition per attrarre talenti, il benessere e la produttività degli occupanti.
Senza contare che la proprietà dei vari sistemi per l’ambiente degli edifici è distribuita tra più dipartimenti, che devono collaborare per ottimizzarli.
Per farlo, necessitano di un’unica fonte di verità per ottenere report standardizzati su metriche e obiettivi condivisi. Gli intervistati nel sondaggio dichiarano l’esigenza di trovare partner che utilizzino le tecnologie più recenti, forniscano un’unica piattaforma digitale per tutti i siti e i casi d’uso, offrano l’integrazione di tutti i sistemi dell’edificio, una piattaforma facile da usare per gli stakeholder, dimostrino esperienza nel settore e dispongano di competenze end-to-end.
Inoltre, dal sondaggio è emerso che migliorare la salute e il benessere degli occupanti e allo stesso tempo migliorare l’efficienza operativa sono le principali priorità. Molti si concentrano sul miglioramento dell’efficienza energetica e della sicurezza fisica, sull’ottimizzazione o sulla progettazione di modelli operativi flessibili per gli edifici e sul miglioramento della qualità dell’aria interna.
Poca integrazione
Un altro dato che è emerso dall’analisi di Forrester Consulting è che solo l’11% dei responsabili degli edifici dichiara che i sistemi e gli apparati della propria organizzazione sono oggi completamente integrati. E la gestione dei numerosi partner coinvolti è complicata.
Circa due terzi dei responsabili lavora con più partner, ognuno dei quali specializzato in diversi sistemi, e la maggior parte di essi si trova di fronte a un disallineamento tra i soggetti coinvolti (54%) e spesso fatica a ottenere da loro informazioni accurate e utili (59%). Inoltre, il 67% fatica a ottimizzare i sistemi e a raggiungere i propri obiettivi grazie agli insight generati.
Molti responsabili di ambiente, sostenibilità e sicurezza degli edifici hanno obiettivi che si sovrappongono. Tuttavia, dati e strategie isolati ostacolano il progresso collettivo di questi team. La mancanza di integrazione dei dati degli edifici costa tempo, persone e denaro.
L’incapacità di collegare e integrare tutti i sistemi e di utilizzare i dati raccolti per ottenere informazioni utili ha un impatto sulle operazioni aziendali, i ricavi e la percezione del marchio.
Per esempio, molti affermano che le loro aziende devono far fronte a una riduzione dell’efficienza operativa (66%), della fidelizzazione dei clienti (60%), dei ricavi (51%) e della reputazione del marchio (46%). Aumentano invece le sanzioni normative (59%).
Ancora: molti intervistati riferiscono che le loro organizzazioni stanno lavorando all’aggiornamento degli apparati e delle infrastrutture per migliorare il benessere, la salute e la produttività degli occupanti e aumentare l’efficienza delle operazioni.
Tuttavia, l’ottimizzazione dell’efficienza degli asset e il monitoraggio della qualità dell’aria rappresentano allo stesso tempo le sfide principali e le difficoltà maggiori per il 30% degli intervistati, mentre il monitoraggio e il miglioramento dell’Iaq lo è per il 25%.
Le aziende hanno bisogno di maggiore assistenza per integrare il monitoraggio della qualità dell’aria nei loro sistemi digitali e per essere aggiornati circa l’evoluzione delle normative e delle certificazioni relative.
Anche l’integrazione e l’interoperabilità dei rapporti e delle analisi tra i sistemi per l’ambiente degli edifici e i sistemi di gestione degli edifici è un’area in cui è necessario supporto.
Conclusioni
Gli smart building sono dotati di tecnologie avanzate e sistemi interconnessi che monitorano e ottimizzano i sistemi critici degli edifici (illuminazione, alimentazione, qualità dell’aria interna, occupazione) per migliorare la salute, il benessere e la produttività degli occupanti, semplificare le operazioni, fornire un’automazione intelligente e affrontare iniziative di efficienza e sostenibilità.
Per sfruttarne appieno il potenziale, dall’analisi Forrester sono emerse alcune raccomandazioni: valutare le opportunità offerte dagli edifici intelligenti per affrontare una serie di priorità in materia di efficienza energetica, salute, benessere, produttività e sostenibilità, facilitare la collaborazione tra le parti interessate per identificare e sfruttare gli insight, stabilire una roadmap di iniziative strategiche a breve e lungo termine, identificare partner con esperienza nell’acquisizione di dati e informazioni rilevanti sui sistemi dell’edificio.
di Franco Saro