Parlare oggi di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, come può essere il condominio, significa parlare di un sistema che si evolve, che si adatta e che mette al centro la collaborazione tra le parti sociali del sistema bilaterale dell’industria delle costruzioni.

Esem-Cpt, Ente Unificato di Formazione e Sicurezza di Milano, Lodi, Monza e Brianza, nasce proprio da questa collaborazione: rappresenta, insieme, il mondo delle imprese e quello dei lavoratori, con l’obiettivo comune di promuovere formazione, prevenzione e cultura della sicurezza in edilizia.

Iscritto al Repertorio Nazionale degli Organismi Paritetici, opera ogni giorno come punto di riferimento per le imprese, i lavoratori e gli operatori del settore, offrendo percorsi formativi, consulenza e strumenti concreti per migliorare la qualità e la sicurezza del lavoro nei cantieri.

Per approfondirne le attività, la filosofia operativa e commentare il nuovo provvedimento legislativo in materia di sicurezza nei cantieri, ne parliamo con il presidente, architetto e costruttore Luca Cazzaniga.


Quali sono le principali novità che avete riscontrato nella legge 198/2025 e qual è l’impegno operativo di Esem-Cpt?

L’entrata in vigore della legge 29 dicembre 2025, n. 198, di conversione del dl n. 159/2025 recante “Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile”, rappresenta un rafforzamento del sistema di prevenzione e protezione in Italia.

Questa legge mantiene e conferma molte delle innovazioni normative già introdotte dal decreto e ne precisa l’applicazione, con impatti reali sulla gestione della sicurezza e sul ruolo delle imprese e degli organismi paritetici.

Un primo elemento che la legge sottolinea è l’importanza di una cultura della sicurezza partecipata e orientata alla trasparenza, tramite l’adozione di strumenti digitali e di tracciabilità delle informazioni.

In tema di “sicurezza partecipata” si ricorda il progetto “POS partecipato” attivo in molti cantieri. È il servizio che permette di trasferire attraverso un confronto con i referenti delle imprese, conoscenze delle soluzioni tecnico-operative ottimali sul tema della sicurezza sul lavoro.

I tecnici Esem-Cpt forniscono supporto alle imprese coinvolte, interfacciandosi con i vari attori del processo produttivo, al fine di analizzare ed eventualmente rivedere, le procedure operative definite all’interno dei singoli Pos. Il servizio prevede degli incontri di approfondimento sulle procedure definite nello specifico Pos, discusse insieme ai lavoratori, prima della loro esecuzione. Il livello di coinvolgimento delle persone è altissimo.

Come viene gestita l’attività formativa?

La modifica all’articolo 51 del dlgs 81/2008 introduce un ulteriore passo avanti: la comunicazione sistematica, per il tramite di Inail, agli organi di vigilanza territorialmente competenti e all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, dei dati relativi alle imprese che aderiscono al nostro sistema e che svolgono attività formativa presso gli organismi paritetici, dei rappresentanti territoriali dei lavoratori per la sicurezza (per Milano, Lodi Monza e Brianza), delle asseverazioni dei Mog e (ecco la novità) i dati delle imprese per le quali sono stati effettuati la consulenza e il monitoraggio con esito positivo.

I dati comunicati saranno utilizzati per individuare criteri di priorità nella programmazione degli Enti preposti al controllo e alla vigilanza e per definire criteri di premialità nella determinazione degli oneri assicurativi da parte dell’Inail.

Per Esem-Cpt, questo cambiamento normativo non rappresenta un mero adempimento burocratico, ma un riconoscimento del lavoro svolto in questi anni per rendere tracciabile e trasparente ogni attività formativa e ogni processo di consulenza e assistenza nei cantieri.

La legge 198/2025 conferma l’operatività delle disposizioni relative alla formazione obbligatoria, queste conferme normative rafforzano l’importanza di un approccio sistemico alla formazione: non più solo un obbligo da ottemperare, ma un patrimonio di competenze tracciato, trasparente e disponibile per tutti gli stakeholder coinvolti. In questo contesto, il ruolo di Esem-Cpt, ente formatore accreditato e organismo paritetico, diventa centrale per accompagnare le imprese edili nell’adozione di comportamenti conformi e virtuosi.

In un contesto di cantieri sempre più internazionali e diversificati, come riuscite a gestire le sfide legate alla varietà di lingue e alla gestione di manodopera proveniente da background differenti, garantendo al tempo stesso sicurezza e coordinamento sul lavoro?

I cantieri cambiano lingua, ma non spirito: sempre più operai arabofoni lavorano nelle province di Milano, Lodi e Monza e Brianza. Di fronte a questa realtà in trasformazione, Esem-Cpt ha scelto di evolversi, integrando alcuni corsi tenuti in lingua italiana con la mediazione culturale inserita per la lingua araba nei corsi di formazione base in materia di sicurezza e negli incontri on the job di informazione e di sensibilizzazione.

Presso la nostra sede milanese si organizzano inoltre corsi serali di insegnamento della lingua italiana per lavoratori stranieri.

Il nostro Ente ha sviluppato il progetto Esperanto, un avatar multilingue che consente ai datori di lavoro di informare i lavoratori italiani e stranieri sui rischi trasversali, scelti con cura per non confondersi con la formazione obbligatoria e i relativi aggiornamenti. Nella prima fase sperimentale sono stati prodotti tre video dedicati a temi fondamentali: le dieci regole base da tenere in cantiere, l’uso corretto dei Dpi, e la gestione dei rischi comuni.

Il progetto è cofinanziato da Inail, Direzione Regionale Lombardia e da Ats Milano Città Metropolitana, che ha permesso di raggiungere lavoratori di lingue e culture diverse in modo diretto ed efficace.

È già partita la seconda fase, con altri sei video: i nuovi contenuti toccheranno anche temi afferenti alla salute, oltre che di sicurezza, e vedranno l’ingresso di Ats Brianza quale partner di Esem-Cpt, Inail e ad Ats Milano. Un segno che la rete della prevenzione è in continua crescita.

E per quanto riguarda l’asseverazione?

Accanto alla formazione, Esem-Cpt eroga altri servizi, tra cui l’Asseverazione dei modelli di organizzazione e gestione (Mog) che, regolamentata dalla norma Uni 11751-1/2, permette alle imprese edili che decidono volontariamente di adottare un Mog, di ottenere un’attestazione dell’adozione ed efficace attuazione del modello.

Anche in questo caso, l’asseverazione non è solo un documento, ma uno strumento di miglioramento continuo, un modo per dimostrare l’impegno concreto dell’impresa verso la prevenzione, la qualità e la sicurezza nei cantieri.

Favorisce la riduzione dell’indice di frequenza e gravità degli infortuni e migliora la gestione dei rischi relativi alla salute e sicurezza. L’asseverazione dei Mog, dunque, non solo produce un beneficio immediato per l’impresa (in termini di qualificazione e conformità), ma diventa parte integrante di un sistema condiviso di informazioni che premia comportamenti responsabili e conformi alla normativa.

La novità afferente alla “consulenza e monitoraggio con esito positivo” ribadisce il valore prevenzionistico della storica attività di assistenza e consulenza svolta nei cantieri dal Servizio Tecnico di Esem-Cpt, ai fini della tutela delle condizioni di lavoro nel settore delle costruzioni.

Parliamo di badge in cantiere e della digitalizzazione dei processi: qual è l’approccio dell’edilizia milanese a queste innovazioni e come influiscono sulla gestione della sicurezza e del lavoro?

La legge 198/2025 conferma l’introduzione del badge di cantiere, una tessera di riconoscimento, anche in formato digitale, dotata di codice anticontraffazione, destinata ad aumentare la trasparenza e la tracciabilità nei cantieri e negli appalti. Le modalità attuative saranno definite nei prossimi mesi, ma questa novità rappresenta un passo importante verso un sistema integrato di monitoraggio delle presenze e delle competenze operative in cantiere.

L’obbligo di fornire ai dipendenti il nuovo badge di cantiere previsto dal Decreto Sicurezza (dl 159/2025) diventerà operativo solo dopo il relativo decreto attuativo. Questo quanto chiarito grazie alla modifica apportata al testo del decreto dalla legge di conversione 198/2025, pubblicata sulla gazzetta ufficiale del 30 dicembre scorso.

Si ricorda che il dl 159/2025 ha introdotto un nuovo badge di cantiere (articolo 3) obbligatorio per le imprese che operano in appalto e subappalto nei cantieri edili, pubblici o privati, nonché negli ulteriori ambiti di attività a rischio più elevato, da individuarsi con apposito decreto ministeriale.

Rispetto a quanto già previsto dagli articoli 18, comma 1, lettera u) e 26 comma 6 del dlgs 81/2008, che prevedono l’obbligo, nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto o subappalto, di munire il personale occupato dall’impresa appaltatrice o subappaltatrice di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro, il dl 159/2025 introduce come elemento di novità la presenza di un codice univoco anticontraffazione del quale il nuovo badge dovrà essere dotato per prevenire frodi.

Inoltre, il badge potrà essere realizzato anche in formato digitale, in modo da essere utilizzabile tramite strumenti compatibili con il sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (Siisl), di cui all’articolo 5, comma 3, del dl 48/2023, la nuova piattaforma finalizzata a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro attraverso strumenti di intelligenza artificiale per l’abbinamento ottimale delle offerte e delle domande di lavoro inserite da datori di lavoro e lavoratori.

Di fatto, per i dipendenti assunti attraverso questa piattaforma, la tessera sarà generata automaticamente con i dati già disponibili nel sistema, che verranno integrati dal datore di lavoro, secondo le modalità concrete e di dettaglio che saranno contenute in un ulteriore apposito decreto del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, da adottarsi di concerto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, sentito il Garante per la protezione dei dati personali e sentite le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative.

Il “sistema” dell’edilizia milanese, da anni già abituato al rilascio ai lavoratori e all’esibizione del tesserino in cantiere, auspica che verranno tenute in debita considerazione e prese a riferimento le valide e positive iniziative territoriali, quali ad esempio quelle delle province dove le Casse edili già rilasciano direttamente i tesserini ai lavoratori, oppure dove da oltre 15 anni il sistema mette a disposizione strumenti di monitoraggio e controllo degli accessi in cantiere.

Quali sono le novità sulla notifica preliminare e il ruolo del committente?

A una platea di lettori come la vostra, potenzialmente costituita anche da numerosi committenti pubblici/privati e amministratori di condominio, è utile segnalare anche che vengono confermate le modifiche sui contenuti della notifica preliminare, documento che il committente dei lavori edili deve inviare prima dell’inizio dei lavori alle Asl/Ats, alle Dtl e, in caso di lavori pubblici, al Prefetto.

In particolare, si ricorda che andranno specificate le imprese edili che operano in regime di subappalto (si ipotizza un rapido aggiornamento dei software laddove la notifica sia stata dematerializzata).

Si ricorda, infine, che è in vigore la previsione secondo la quale l’Ispettorato nazionale del lavoro, nell’orientare la propria attività di vigilanza, disporrà in via prioritaria i controlli di competenza nei confronti dei datori di lavoro che svolgono la propria attività in regime di subappalto, pubblico o privato.

Pertanto, un presidio reale ed efficace relativo alla scelta delle imprese e a una verifica costante sul loro operato è una partita che vede il committente (e i suoi professionisti e collaboratori) giocare un ruolo decisivo, richiamato dalla legge:

  • nomina dei coordinatori (Csp/Cse) quando dovuta;
  • verifica dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese;
  • trasmissione della notifica preliminare;
  • messa a disposizione di informazioni sui rischi dell’area;
  • coerenza tra programma lavori e misure di sicurezza;
  • vigilanza “alta” sull’operato dei soggetti nominati.

Tale responsabilità certamente non sostituisce i doveri di datori di lavoro e imprese, ma risponde delle scelte organizzative ed economiche che possono rendere impossibile lavorare in sicurezza (culpa in eligendo e in vigilando). E anche nei “piccoli cantieri” il committente risponde se sceglie un esecutore inidoneo, omette verifiche proporzionate e consente lavorazioni senza presidi minimi. La “modestia” dell’appalto non attenua l’onere di programmazione/affidamento diligente né la verifica Itp, solo la proporziona.

In che modo le aziende possono rafforzare la cultura della prevenzione e utilizzare l’analisi dei near miss per migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro?

L’articolo 15 della legge 198/2025 definisce un approccio orientato alla prevenzione proattiva, al miglioramento continuo e alla diffusione di comportamenti consapevoli all’interno delle organizzazioni.

In tale prospettiva è prevista l’emanazione di linee guida per l’analisi dei mancati infortuni (near miss), rivolte alle imprese con più di 15 dipendenti, chiamate a comunicare dati e criteri utili alla predisposizione di un rapporto annuale di monitoraggio nazionale, finalizzato all’individuazione delle principali criticità dei processi lavorativi.

L’analisi che le aziende – di qualsiasi settore – effettuano, si limita spesso agli eventi infortunistici, ma è opportuno sia estesa anche alle non conformità, agli incidenti senza conseguenze per le persone, ai comportamenti non sicuri e alle condizioni pericolose che, pur non avendo causato infortuni, rappresentano segnali di malfunzionamento del processo lavorativo. Tali situazioni, se non studiate, possono preludere a eventi più gravi e generare perdite economiche significative per l’azienda, legate a danni materiali, fermi produttivi e inefficienze operative.

È opportuno ricordare che Formedil Italia, in collaborazione con Inail, ha recentemente pubblicato un opuscolo dedicato alla segnalazione dei mancati infortuni e delle situazioni pericolose, rivolto in particolare alle imprese edili, quale strumento operativo per una corretta individuazione, registrazione e analisi dei near miss.

L’obiettivo di tali analisi è verificare l’adeguatezza ed efficacia delle misure di prevenzione e protezione individuate nella valutazione dei rischi, nonché individuare pericoli emersi successivamente, rendendo necessario un aggiornamento dinamico del Dvr. I near miss devono quindi essere considerati segnali di allerta, da analizzare tempestivamente e trattare con azioni correttive, nella consapevolezza che la loro gestione rappresenta un fattore determinante per la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e un’opportunità concreta di miglioramento per le aziende.

In questo contesto, come si distingue Esem Cpt?

In questo contesto s’inserisce l’impegno di Esem Cpt, che ha organizzato corsi di formazione specifici sul tema citato, della durata di 4 ore e a numero limitato di partecipanti, basati su modelli Inail e caratterizzati da un approccio pratico e partecipativo.

Le attività sono state realizzate nell’ambito dell’Avviso pubblico per il finanziamento dei Patti territoriali per le competenze e l’occupazione, in coerenza con l’impegno degli Enti bilaterali lombardi nel promuovere una formazione aggiuntiva continua che vada oltre gli obblighi normativi.

Il progetto, denominato “Più formato, più sicuro” sviluppato sulla base del Catalogo Inail, risponde ai fabbisogni delle imprese edili e contribuiscono alla diffusione di una solida cultura della prevenzione.

Esem Cpt garantisce inoltre, su richiesta delle imprese, percorsi di monitoraggio in cantiere e incontri di informazione e sensibilizzazione, confermando coerenza di contenuti e metodologia, favorendo il coinvolgimento diretto dei partecipanti nella condivisione delle regole essenziali per la sicurezza.

Questi aspetti, seppure di natura tecnica, vanno nella direzione di atteggiamenti prevenzionistici sempre più consapevoli, dove la sicurezza non è più la somma di adempimenti, ma un processo continuo di miglioramento e condivisione.

La sicurezza non si rincorre, si costruisce ogni giorno. Da 70 anni Esem-Cpt è al fianco di imprese e lavoratori per trovare soluzioni, ascoltare, fare squadra, mettere in atto azioni di miglioramento.

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