Il decreto legge 12 giugno 2026, n. 100 ha rinviato ancora una volta il trasferimento delle controversie condominiali ai giudici di pace. La nuova data è fissata al 31 ottobre 2027, segnando il sesto slittamento rispetto alla scadenza originaria prevista nel 2017.

Perché la riforma dei giudici di pace non è mai partita

La riforma della magistratura onoraria del decreto legislativo 116/2017 prevedeva un cambiamento importante: spostare tutte le cause condominiali dai tribunali ordinari ai giudici di pace. L’obiettivo era semplificare il sistema e rendere la giustizia più vicina ai cittadini.

A distanza di quasi dieci anni, però, questo passaggio non è mai diventato realtà. Il motivo è sempre lo stesso: gli uffici dei giudici di pace non hanno personale e risorse sufficienti per gestire un contenzioso così vasto. Trasferire l’intera materia condominiale senza un potenziamento strutturale rischierebbe di paralizzare gli uffici, creando disservizi invece che benefici.

Cosa prevede il decreto legge 100/2026

Con l’articolo 5 del nuovo decreto, il Governo ha deciso di posticipare l’entrata in vigore della riforma al 31 ottobre 2027. Fino a quella data:

  • le cause condominiali restano al tribunale ordinario,
  • i giudici di pace non vedono ampliata la loro competenza,
  • la riforma della magistratura onoraria rimane ancora sospesa.

In pratica, nulla cambia per cittadini, avvocati e amministratori di condominio: il sistema resta quello attuale.

Perché l’avvocatura chiede di abrogare la norma

Di fronte ai continui rinvii, l’Organismo congressuale forense ha espresso una posizione chiara: non serve spostare la data, serve ripensare la riforma. Secondo l’avvocatura:

  • le condizioni che hanno causato sei rinvii non sono cambiate,
  • gli uffici dei giudici di pace non sono in grado di assorbire il contenzioso,
  • continuare a rinviare è inutile,
  • è necessario intervenire sulla norma, non sul calendario.

In altre parole, la riforma così com’è non è attuabile, e il problema non si risolve con ulteriori proroghe.

Una riforma ferma al palo

Il nuovo rinvio conferma una situazione ormai evidente: la riforma della giustizia condominiale non è mai decollata. Senza investimenti strutturali e un reale potenziamento degli uffici dei giudici di pace, il trasferimento delle competenze rimane un obiettivo teorico, continuamente rimandato.