Nel quotidiano vivere condominiale, piccoli attriti, incomprensioni e dinamiche relazionali possono trasformarsi in nodi difficili da sciogliere. La rubrica Psicondominio, curata dalla psicologa e psicoterapeuta Gaia Cigognini, nasce proprio per offrire uno spazio di riflessione e orientamento su questi aspetti: un luogo dove interrogarsi, comprendere e trovare nuove chiavi di lettura ai rapporti che abitano i nostri spazi condivisi.
Chi desidera porre dubbi, raccontare situazioni o chiedere un suggerimento professionale può scrivere direttamente a info@vgambinoeditore.it, contribuendo così a costruire un dialogo vivo e partecipato su ciò che accade nei nostri condomìni.
L’amministratore super controllore
Gentile Psicondominio,
ho gia scritto a questa rubrica qualche anno fa per chiedere lumi sullo strano comportamento del nostro amministratore condominiale. Dopo un periodo relativamente tranquillo, questo professionista dall’aria seria, sembra manifestare comportamenti che sembrano un po’ bizzarri e un po’ indisponenti. L’ultima sua mania è, infatti, il controllo e il ricontrollo di ogni cosa. Un’assemblea condominiale chiamata ad approvare il rendiconto diventa una interminabile performance in cui l’amministratore controlla piu volte i presenti, i documenti e poi ricomincia tutto d’accapo. Dice che è per rispettare le regole. Ma a me sembra sempre piu matto. Che ne dice?
Lettera firmata, via e-mail
Se la preoccupazione per il controllo diventa un comportamento eccessivo potrebbe trattarsi di una nevrosi ossessiva, un disagio caratterizzato da pensieri ricorrenti e indesiderati, vere ossessioni, che generano a chi ne soffre forte angoscia e che sono mitigate tramite azioni ripetitive, come il controllo maniacale sulla realtà circostante. Ma questo comportamento può manifestarsi con diverse sfumature. Solo un esasperato ricorso ai continui controlli indica la presenza di una nevrosi.
Se gli scongiuri sono troppi
Buongiorno,
scrivo per segnalare una strana abitudine della mia vicina di pianerottolo. Premesso che nel nostro condominio questa persona è considerata un po’ eccentrica, è soprattutto un particolare comportamento che mi sembra degno di commento: quando le si parla e si affronta qualche argomento delicato, anche se non coinvolge nessuno direttamente, questa signora ha l’abitudine di toccare tre volte un pupazzetto che tiene nella borsa e che, da quanto mi sembra di avere intravisto, raffigura un santo. Che ne pensa?
B.F., via e-mail
È diffusa la convinzione che toccare un oggetto tre volte possa prevenire qualche evento negativo: è un esempio di pensiero magico di tipo infantile, più comunemente definito come scaramanzia. Dal punto di vista scientifico, è ovvio, non esiste alcuna correlazione di causa ed effetto tra il gesto e il mondo reale: è solo un tentativo psicologico di ottenere un senso di controllo e scacciare l’ansia legata all’incertezza. Ma se questo bisogno di toccare gli oggetti si trasforma in un’azione ossessiva, senza la quale insorge l’ansia, con la convinzione assoluta che il gesto sia davvero in grado di evitare qualcosa di spiacevole, potrebbe essere legato a un disturbo ossessivo-compulsivo.
In condominio con troppi dubbi
Egregia dottoressa,
scrivo per manifestare sconcerto per il comportamento della nostra amministratrice di condominio che sembra essersi avvitata in non so quale vortice mentale. In breve: è quasi impossibile indurla a prendere qualsiasi iniziativa, anche le piu urgenti. Qualsiasi gesto diventa, infatti, motivo per valutazioni lunghissime, che spesso si risolvono nel non prendere nessuna decisione. Tanto che pensiamo tutti di sostituirla. Che ne pensa?
L.C., via e-mail
Esiste un comportamento chiamato doubt mania, che consiste nella incapacità di prendere decisioni per il timore si sbagliare. Chi soffre di «dubbiosi» controlla a ripetizione tutto più volte, per esempio rilegge i documenti senza motivo. Secondo la psicologia, si tratta di un’ossessione invalidante e chi ne soffre è tormentato da continui interrogativi. Questo blocca qualsiasi decisione e cerca approvazione e conferma continua da parte degli altri. Si tratta di un disturbo ossessivo-compulsivo.
Finestre aperte? No, grazie
Gentile Psicondominio,
sara per il caldo, ma nel nostro stabile, con tutte le finestre aperte, sembra ci sia un’epidemia di esibizionismo, di cui spesso ne faremmo volentieri a meno. Non per una questione di pudore, ma di estetica. Abbiamo, io e mio marito, qualche disturbo psicologico?
G.L., via e-mail
Pudore ed estetica sono concetti relativi, legati a culture, educazione, convinzioni religiose. Il giudizio, quindi, è strettamente personale. Diventa materia per lo psicologo quando un giudizio o un comportamento diventano tanto insopportabili da causare sofferenza a una persona. Non sembra il vostro caso.
I dubbi sono sempre in agguato, nella posta della dott.ssa Cigognini può esserci la risposta cercata da tempo. Basta consultare le differenti puntate della rubrica Psicondominio seguendo i link.