Nel quotidiano vivere condominiale, piccoli attriti, incomprensioni e dinamiche relazionali possono trasformarsi in nodi difficili da sciogliere. La rubrica Psicondominio, curata dalla psicologa e psicoterapeuta Gaia Cigognini, nasce proprio per offrire uno spazio di riflessione e orientamento su questi aspetti: un luogo dove interrogarsi, comprendere e trovare nuove chiavi di lettura ai rapporti che abitano i nostri spazi condivisi.

Chi desidera porre dubbi, raccontare situazioni o chiedere un suggerimento professionale può scrivere direttamente a info@vgambinoeditore.it, contribuendo così a costruire un dialogo vivo e partecipato su ciò che accade nei nostri condomìni.

L’amministratore è in gamba

Buongiorno, scrivo a questa rubrica non per segnalare un problema serio, come quelli che spesso sono pubblicati in queste colonne, ma più per una curiosità. Il nostro amministratore condominiale manifesta uno strano impulso: muove in continuazione una gamba, quella destra, mentre è seduto. Non si tratta di un tic occasionale, perché ho notato che puntualmente questa irrefrenabile oscillazione si ripete tutte le volte. Da che cosa potrebbe essere determinata? Nervosismo?

Alessio G. via e-mail

Si tratta probabilmente della cosiddetta sindrome delle gambe senza riposo. È un disturbo neurologico caratterizzato da un bisogno irrefrenabile di muovere gli arti, sensazioni sgradevoli e peggioramento a riposo. I sintomi si manifestano soprattutto la sera e migliorano temporaneamente con il movimento. Questo comportamento può essere legato a una predisposizione genetica o a una minore funzione della dopamina, ma anche a bassi livelli di ferro nel sangue o nel cervello possono scatenare o peggiorare il problema. Uso di alcol o caffeina, fumo, gravidanza o problemi renali possono essere altri fattori scatenanti.

Uomo disperato
Disperazione in condominio

Un’antipatia ai massimi

Spettabile rubrica Psicondominio, vorrei che mi aiutaste a capire qual è il con ne (se esiste) tra antipatia e comportamento anomalo. Mi spiego meglio: mio marito per anni ha seguito le assemblee condominiali, anche perché ha una certa competenza in fatto di bilanci, in quanto è ragioniere. Ma da tempo, ormai, si rifiuta di partecipare a questi appuntamenti perché non sopporta neppure la vista del nuovo amministratore, che nel frattempo è cambiato. All’inizio ho preso questa idiosincrasia come una cosa passeggera, ma vedo che continua: non sarà una malattia mentale?

L.T., via e-mail

Naturalmente dipende dal tipo di comportamento e dal disagio provato da suo marito. Se si tratta di un’antipatia o un fastidio viscerale verso un comportamento, un’idea o una persona, si tratta di una semplice idiosincrasia: un atteggiamento che non è considerato un disagio psicologico. Se, invece, la presenza di una persona provoca sintomi come un disturbo d’ansia o una paura sproporzionata e incontrollabile, con sintomi fisici forti come il battito accelerato, il panico o il desiderio improvviso di scappare, in quel caso saremmo di fronte a una fobia e come tale andrebbe affrontata.

 

Condominio senza voce

 

Scrivo per chiedere un consiglio su come affrontare il disagio che colpisce mia cugina, nonché dirimpettaia nel nostro condominio. La poveretta da qualche tempo so.re di cali improvvisi della voce. Riesce solo a sussurrare delle parole, proprio quando avrebbe necessità di esprimersi, per esempio in occasione di incontri o relazioni professionali. Succede anche qui in condominio per varie ragioni. Il disagio potrebbe essere collegato ai traumi che questa persona ha sofferto negli ultimi tempi, cioè l’abbandono dal tetto coniugale del marito e la perdita contemporanea del posto di lavoro?

Carla S., via e-mail

Certamente fattori traumatici come quelli descritti potrebbero essere alla base di questa perdita improvvisa della voce, ma escludendo altri fattori fisiologici, per i quali occorre una visita specialistica dall’otorinolaringoiatra. Se si tratta di una reazione psicologica, invece, potrebbe trattarsi di un sintomo nevrotico. L’afonia psicogena, per esempio, comporta la perdita totale della voce causata da fattori emotivi o stress, senza alcun danno fisico alle corde vocali. Esempi tipici includono il blocco improvviso della voce prima di un evento importante, dopo un grande dolore o come reazione a un forte conflitto sul lavoro.


I dubbi sono sempre in agguato, nella posta della dott.ssa Cigognini può esserci la risposta cercata da tempo. Basta consultare le differenti puntate della rubrica Psicondominio seguendo i link.

Psicondominio 15 agosto 2026