Il Premio Csdm 2025 si conferma un osservatorio privilegiato per comprendere lo stato dell’arte della professione. Attraverso le voci dei protagonisti, dai decani con cinquant’anni di carriera ai giovani innovatori, è emerso il ritratto di una categoria che sa unire il rigore tecnico alla sensibilità umana.


Carlo Dallagiovanna, fondatore e presidente di Csdm

Premio Csdm 2025
Carlo Dallagiovanna

Carlo Dallagiovanna, fondatore e presidente di Csdm e ideatore del Premio, è un imprenditore visionario nel settore della manutenzione e della sicurezza degli stabili, che ha saputo trasformare la propria azienda in un polo di eccellenza multidisciplinare. Con il Premio Csdm, si impegna ogni anno a promuovere l’etica professionale e a valorizzare l’operato positivo degli amministratori condominiali.

«Il Premio Csdm è nato nel 2005 con l’obiettivo di fermarci, almeno una volta all’anno, per celebrare le eccellenze del nostro settore. Noi che lavoriamo nel mondo dei condomini, tra fornitori, tecnici e amministratori, formiamo una vera comunità professionale, che produce valore ogni giorno.

Troppo spesso l’immagine pubblica del nostro comparto è negativa, legata solo a fatti di cronaca o problemi economici. Con questo premio, invece, vogliamo dare risalto ai successi silenziosi.

Parlo di amministratori che realizzano interventi da milioni di euro sfruttando i bonus edilizi per riqualificare case popolari a costi minimi per i residenti, o di professionisti che con grandi capacità conciliative evitano anni di cause legali ai condomini. Ogni anno, all’inizio di dicembre, trasformiamo la sede della nostra azienda per accogliere amici e colleghi in un’atmosfera natalizia.

È un impegno organizzativo notevole, un vero trasloco aziendale temporaneo, ma lo facciamo con orgoglio perché sentiamo che questo momento è diventato un punto di riferimento per la comunità milanese e lombarda».

Come presidente della Holding Dallagiovanna, l’imprenditore rivendica come il gruppo sia cresciuto in sinergia con questi professionisti, specializzandosi in settori chiave come la manutenzione ascensori, la sicurezza, l’energia e il software gestionale.

«La cosa che mi emoziona di più ogni edizione è la sorpresa sul volto dei premiati: poiché i vincitori vengono scelti a loro insaputa, la loro commozione è autentica. Vedere i principali protagonisti del settore riuniti come in una grande festa di famiglia è, per me, il premio più grande», sottolinea Dallagiovanna.

Davide Dallagiovanna, Dallagiovanna Ascensori

davide-dallagiovannaDavide Dallagiovanna. È una figura chiave di Dallagiovanna Ascensori (Gruppo Hdb), lavora in sinergia con i fratelli per offrire servizi tecnologici integrati ai condomini.

La sua visione coniuga l’efficienza tecnica con il valore dei rapporti umani, ponendo la sicurezza dell’utente finale al centro dell’innovazione aziendale: «Partecipiamo al Premio Csdm come Gruppo Hdb perché il nostro mondo, quello della gestione ascensori, è indissolubilmente legato a quello degli amministratori di condominio.

Negli anni abbiamo instaurato rapporti di profonda fiducia con i clienti, portando avanti un lavoro di squadra quotidiano per gestire al meglio i palazzi. Ciò che ci lega, come famiglia e come professionisti, è la passione: siamo al servizio del condomino, che è l’utente finale di ogni nostra tecnologia.

Cerchiamo di migliorare ogni giorno le prestazioni, stimolati da un mix di competenze tecniche, legislative e umane. Per il 2026 abbiamo progetti importanti, legati soprattutto all’evoluzione delle normative sulla sicurezza. Il nostro settore si sta orientando sempre più verso il telecontrollo e la gestione a distanza degli impianti.

Stiamo implementando dispositivi di tele-allarme e monitoraggio remoto affinché nessuno possa mai sentirsi abbandonato in caso di guasto o blocco in cabina. Circondarci di persone che condividono la nostra stessa visione del lavoro e della vita è ciò che ci permette di affrontare queste sfide con entusiasmo».

Andrea Boldrini, studio Rampaccioli Boldrini

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Andrea Boldrini

Andrea Boldrini (studio Rampaccioli Boldrini). Il professionista ha raccontato come la sua attività sia stata tramandata da madre in figlio:

«Professionalmente nasco come pilota di aerei, per cui non ho avuto nulla a che vedere con questo lavoro agli inizi. Mentre volavo, nei giorni di riposo, mia madre ha iniziato a lavorare in casa e io le davo una mano a stampare le buste con le vecchie macchine da scrivere.

Nel momento in cui ho abbandonato la carriera da aviatore, mi sono unito a lei nello studio. Dopo tempo è andata in pensione e oggi l’attività si è ampliata con due studi, uno a Milano e uno a Vimodrone. Sono stato fortunato a seguire le sue orme e a migliorare quello che una volta era un piccolo ufficio da 30 condomini».

Boldrini ha poi riflettuto sulle sfide moderne della professione: «Uno dei motivi per cui mia madre ha smesso è stata proprio la difficoltà di stare dietro a tutte queste normative. Il confronto con i legali e le associazioni è quotidiano, ogni giorno è uscito qualcosa di diverso e non essere preparati in assemblea non è professionale. Per questo cerchiamo di essere al pari con le tecnologie.

Nel nostro studio siamo in quattro amministratori, ci siamo confrontati spesso per dare risposte ai condomini. Questo lavoro è cambiato in peggio per la difficoltà nel gestire i rapporti umani e i soldi delle persone, ma ho chiesto ai miei ragazzi di utilizzare l’intelligenza artificiale perché ci ha fatto risparmiare molto tempo per i verbali e le comunicazioni. Una volta l’amministratore era abituato a girare e a incontrare personalmente le persone, oggi se rientro in ufficio dopo mezz’ora di appuntamento ho già 20 mail a cui rispondere».

Andrea Rebolini, premiato come miglior formatore per il programma Arcadia

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Andrea Rebolini

Andrea Rebolini (premiato). Ha ricevuto il riconoscimento come miglior formatore per il programma Arcadia e ha spiegato il suo ruolo nel progetto:

«Sono un amministratore e un commercialista, per cui mi hanno chiamato per tenere un corso di formazione sulla realtà della contabilità e dei bilanci condominiali. È stata una bella sfida perché è stata un’occasione improvvisa che ho sfruttato con piacere ed è stato interessante trasferire agli altri i segreti del nostro lavoro».

Rebolini ha sottolineato l’importanza del supporto informatico nella gestione moderna: «Anche nel mio studio abbiamo cercato di progredire dal punto di vista dei software gestionali, per cui Arcadia è caduta a fagiolo per queste innovazioni.

Il lavoro dell’amministratore è diventato sempre più complicato per le tante leggi da seguire; pertanto, avere un supporto per l’amministrazione è stato un grande carico in meno da gestire.

Ognuno di noi ha una formazione e un backup differente, e avere un software di riferimento ha aiutato molto nello svolgimento dell’attività quotidiana. Questo riconoscimento mi ha fatto molto piacere perché è stato inatteso».

Cristiano e Filippo Angioletti, premiati

Cristiano Angioletti

Cristiano Angioletti e Filippo Angioletti. Al premio Csdm 2025 è stata celebrata anche la professione tramandata di padre in figlio. Cristiano ha raccontato come è nato questo sodalizio:

«Il tutto è partito quando ho chiesto ai miei figli Filippo e Giulia di frequentare il corso per l’avviamento alla professione. All’inizio non erano allineati con la mia idea, ma ho pensato che un piano B nella vita torni sempre utile.

Dopo il corso, Filippo ha sperimentato altre soluzioni e poi ha scelto autonomamente di proseguire perché ha capito che questa professione non è così indigesta come pensava. Io ho iniziato come libero professionista nel 2011, dopo aver curato per anni il backoffice e i contratti in una immobiliare, quindi è stato un passaggio naturale».

Filippo ha aggiunto il suo punto di vista, rivelando un dettaglio inaspettato sul rapporto con la tecnologia: «Sulla tecnologia devo dire che è meglio il papà, è più avanti lui. All’inizio è stata dura, ma ci ha sempre aiutato. Non abbiamo ancora avuto divergenze pesanti, ma è inevitabile che si presenteranno; cerchiamo di proseguire con un indirizzo stabile apportando dei miglioramenti. Spero di diventare bravo come lui».

Claudio Bianchini, premiato

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Claudio Bianchini

Claudio Bianchini (premiato). Amministratore condominiale storico del panorama milanese con cinquant’anni di esperienza sul campo, professionista stimato per la sua capacità di mediazione e per aver attraversato tutte le epoche tecnologiche della professione, Bianchini è oggi affiancato in studio dal figlio Massimiliano, garantendo continuità e innovazione a una delle realtà più consolidate del territorio.

«Ricevere il Premio alla Carriera Csdm 2025 è una soddisfazione enorme e, sinceramente, del tutto inaspettata. Sono venuto all’evento nonostante qualche piccolo acciacco fisico perché la stima che mi lega a Carlo Dallagiovanna e al Csdm è tale che questa ricorrenza è diventata ormai un appuntamento abitudinario a cui non si può mancare.

Trovarmi davanti a questa sorpresa, organizzata a mia insaputa da Carlo e da mio figlio Massimiliano, mi ha riempito di gioia: è un riconoscimento a 50 anni di attività come amministratore sul territorio di Milano e provincia.

In mezzo secolo ho visto il mondo cambiare profondamente. Quando ho iniziato, il mio primo computer era qualcosa di inimmaginabile rispetto agli standard odierni: oggi la tecnologia ci permette di amministrare a distanza, di monitorare gli stabili in tempo reale e ci interroghiamo su cosa potrà fare l’intelligenza artificiale.

Accanto a me c’è Massimiliano, che rappresenta il mio presente e il mio futuro. Lui è in studio da 30 anni, ha vissuto l’evoluzione della professione cercando sempre di mettere la ‘testa’ nelle cose, creando sinergie e sistemi di lavoro organizzati e trasparenti, anche se la complessità del settore spesso rende difficile lavorare in totale tranquillità.

Se devo dare un consiglio a lui e ai giovani che intraprendono questa carriera, è quello di saper gestire le diverse anime del condominio: ci sarà sempre chi ti apprezza e chi non ti sopporta, o chi è totalmente indifferente. La sfida è amalgamare queste realtà con serenità e sicurezza, garantendo che la gestione condominiale proceda sempre nel miglior modo possibile. Sono orgoglioso di questo traguardo e felice di vedere la continuità generazionale nel nostro studio».

Bruno Negrini, presidente Anaci Bergamo

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Bruno Negrini

Bruno Negrini (presidente di Anaci Bergamo). Il professionista guida la terza sezione provinciale più importante d’Italia per numero di associati. È un punto di riferimento per la formazione e la tutela legale degli amministratori bergamaschi, distinguendosi per un approccio che unisce il rigore normativo alla sensibilità verso le diverse esigenze di un territorio geograficamente complesso.

«Il nostro ruolo è supportare gli amministratori nella loro quotidianità operativa attraverso commissioni tecniche, legali e di disciplina», ha spiegato. «Sebbene Bergamo sia una città di provincia rispetto a Milano, presenta una complessità territoriale unica: gestiamo stabili che vanno dalla pianura alle valli, dai laghi ai centri storici, ognuno con esigenze specifiche, come nel caso delle seconde case turistiche.

Oggi fare l’amministratore è diventato estremamente complesso e faticoso. Dalla riforma del 2012 le nostre responsabilità sono aumentate, toccando ambiti assicurativi, fiscali, tecnici e persino sanitari, come dimostra l’attenzione crescente verso temi come la Legionella.

Trent’anni fa un serramento serviva a reggere un vetro; oggi è un concentrato di tecnologia per il risparmio energetico e la sicurezza. Per questo Anaci Bergamo punta tutto sulla formazione continua: siamo forse l’unica professione al mondo che, oltre ai crediti formativi, richiede il superamento di un esame annuale per mantenere l’abilitazione.

Guardando al futuro, vedo una professione sempre più tecnica e carica di responsabilità penali. C’è una proposta di riforma in Parlamento che potrebbe introdurre l’obbligo della laurea triennale e della contabilità in partita doppia. Nonostante le difficoltà e le remore dei giovani, resta un lavoro bellissimo perché ha un risvolto umano fondamentale: la capacità di rendere un servizio utile alla comunità dei cittadini».

Gianluca e Francesco Caserini (premiato)

Gianluca-e-Francesco-CaseriniGianluca e Francesco Caserini (premiato). È un pilastro dell’amministrazione condominiale, attivo dal 1984. La sua è una storia di continuità straordinaria: amministra ancora oggi il primo condominio acquisito 41 anni fa. Lo studio Caserini rappresenta un esempio virtuoso di evoluzione familiare, con l’ingresso del figlio Francesco che sta traghettando l’attività verso le nuove tecnologie e i sistemi gestionali d’avanguardia.

“Questo premio è un riconoscimento che abbraccia 41 anni di professione. Ho iniziato nel 1984 gestendo un solo condominio, poi due, e oggi mi vanto di amministrare ancora lo stabile con cui ho debuttato: un edificio costruito dai miei genitori dove tutti mi conoscevano, ma che ho saputo mantenere con cura per oltre quattro decenni nonostante i cambiamenti del mercato.

Ricevere questo premio è stata una vera imboscata organizzata da Carlo Dallagiovanna con la complicità di mio figlio Francesco; non me l’aspettavo proprio, anche se avrei dovuto sospettare qualcosa dalla sua insistenza nel volermi qui oggi. Il passaggio generazionale nel nostro studio è un processo fluido: Francesco è in ufficio da diversi anni e, sebbene io gestisca ancora l’esperienza, è lui che guida l’innovazione tecnologica.

Grazie al supporto del sistema Arcadia, riusciamo a far fronte alle complessità amministrative moderne. Alla mia età si fa fatica ad apprendere ogni nuova tecnologia; quindi, è una fortuna avere i giovani che insegnano a noi come utilizzare i nuovi strumenti, permettendoci di concentrarci sul dare consigli basati sull’esperienza. Anche se i miei primi due figli hanno scelto strade diverse, vedere Francesco seguire le mie orme con questa passione è motivo di grande orgoglio”.

Marco De Bellis (premiato)

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Marco De Bellis

Marco De Bellis (premiato). Amministratore di condominio dinamico e orientato all’efficienza, De Bellis è stato premiato come uno dei pionieri nell’adozione del software gestionale Arcadia. Il suo approccio si distingue per la volontà di modernizzare lo studio professionale, riducendo i carichi di lavoro burocratici per investire più tempo nella relazione diretta con i condomini.

«Non mi aspettavo assolutamente questo premio, anzi. Questo evento è diventato ormai una grande famiglia allargata di professionisti. Abbiamo ricevuto questo riconoscimento per l’implementazione del programma Arcadia, che ha rivoluzionato il nostro modo di gestire la contabilità condominiale. In soli dieci mesi abbiamo trasferito 40 condomini sul nuovo sistema: è stato un lavoro duro, supportato da una formazione costante, ma ne è valsa la pena.

Arcadia ci ha aperto un nuovo mondo nella comunicazione con i residenti e, soprattutto, ci permette di collegarci direttamente con banche e fornitori, automatizzando processi che prima erano lenti e faticosi.

Questo ci consente di essere più puntuali e, cosa fondamentale, di alleggerire il lavoro dei collaboratori in studio. Migliorare la tecnologia significa migliorare la vita lavorativa di tutto il team e offrire un servizio più trasparente ai nostri condomini. Spero che la nostra esperienza possa servire da stimolo per altri colleghi che vogliono fare questo salto di qualità».

Teresina Riva (premiata)

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Teresina Riva

Teresina Riva. Titolare dello Studio Riva di Bresso, è una figura iconica dell’amministrazione condominiale con oltre 50 anni di carriera. Ha iniziato il suo percorso nel 1967, trasformando una sfida professionale nata da una perdita improvvisa in un’attività di successo fondata sull’empatia, l’umiltà e un legame indissolubile con il proprio team di lavoro.

«Sono profondamente emozionata, quasi senza voce. Ricevere questo premio alla carriera in un ambiente così prestigioso è qualcosa che non mi aspettavo e che mi tocca il cuore. Ho iniziato questo lavoro il 2 ottobre 1967: sono passati più di 50 anni e ho visto cambiare tutto, dai bilanci chiusi a mano con la calcolatrice ai sistemi digitali di oggi.

Forse il mio destino era già scritto: mio papà aveva una ditta di impianti di riscaldamento e io, fin da piccolina, respiravo l’aria dei condomini. Dopo la prematura scomparsa del mio primo datore di lavoro, ho dovuto decidere se restare dipendente o mettermi in gioco in prima persona; ho scelto la seconda strada e la passione non mi ha mai abbandonata.

Se sono qui oggi è grazie a tanto sacrificio, impegno e all’umiltà di porsi sempre in ascolto dei condomini, cercando di essere empatici e di capire i loro desideri prima ancora che li esprimano. Ma soprattutto, questo premio è del mio team. Ho collaboratrici che sono con me da una vita e ragazze più giovani: senza di loro, senza questo supporto costante, non potrei fare nulla. Il lavoro di squadra è l’unica vera chiave per resistere e crescere in un mondo che cambia così velocemente».

 

Dario Bosè, avvocato

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Dario Bosè, avvocato. In occasione della consegna del Premio Csdm, Bosè ha condiviso una riflessione profonda sull’evoluzione della figura dell’amministratore di condominio.

Con una carriera radicata in una solida tradizione familiare, iniziata nel 1998 al fianco del padre, Bosè analizza le complessità di una professione oggi stretta tra un carico normativo e fiscale sempre più oneroso e la necessità di mantenere un’elevata competitività sul mercato: «Porto questa professione nel Dna: mio padre ha uno studio da sempre e il mio percorso è stato segnato dal destino: collaboro con lui fin dal 1998.

Oggi quella dell’amministratore è diventata una professione estremamente complicata, che meriterebbe molta più attenzione da parte del legislatore. Negli anni ci è stata riversata addosso una serie infinita di incombenze, sia fiscali che normative, legate a procedure per le quali la categoria, inizialmente, non era forse del tutto preparata.

Spesso una semplice introduzione normativa genera obblighi immediati che gli operatori faticano a soddisfare in assenza di adeguati supporti o tempi tecnici. La criticità maggiore risiede nel gap tra l’aumento delle responsabilità e gli adeguamenti tariffari: oggi mancano spesso la competenza e la struttura organizzativa necessarie per rispondere a tutte le esigenze.

Lo studio del nuovo amministratore deve essere necessariamente multidisciplinare, integrando professionalità tecniche, giuridiche, contabili e amministrative. La vera sfida, però, resta la competitività: riuscire a offrire questo altissimo livello di specializzazione mantenendo un prezzo che sia in linea con la media del mercato

. In questo scenario si inserisce anche il tema dell’intelligenza artificiale. Nel nostro settore non la utilizziamo ancora attivamente, ma ne subiamo gli effetti passivi attraverso i condomini: capita sempre più spesso che e-mail che un tempo erano di dieci righe diventino testi di quattro pagine generati dai software, complicando ulteriormente il nostro carico di lavoro.

Personalmente, credo che l’Ia non potrà mai sostituire il rapporto umano e personale con i condomini. La nostra è una professione che richiede una presenza molto performante: dobbiamo gestire il trasferimento delle decisioni e la condivisione con una platea di soggetti non sempre predisposta al dialogo. Lavoriamo costantemente per questo: il fattore umano resta il nostro centro».

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