Oltre 60 milioni di euro investiti in riqualificazione, cinquant’anni di carriera e una rivoluzione tecnologica che sta cambiando il volto della gestione immobiliare lombarda. Sono i numeri e le storie che hanno animato l’ultima edizione del Premio Csdm a Milano.

In un’aula gremita da oltre 300 protagonisti del settore, l’azienda guidata da Carlo Dallagiovanna ha voluto ribadire un concetto fondamentale: ovvero che l’amministratore di condominio non è solo un gestore di immobili, ma un motore di innovazione e sicurezza.

Dalla gestione, negli anni scorsi, dei grandi cantieri del superbonus 110% alla sfida della prevenzione sanitaria, l’evento ha tracciato il profilo di una categoria che guarda al futuro con orgoglio e competenza.


Premio Csdm 2025: innovazione, sicurezza e futuro della gestione condominiale in Lombardia

Il Premio Csdm, istituito nel 2005, nasce da una osservazione del fondatore dell’azienda riguardo all’immagine pubblica del settore della gestione condominiale, troppo spesso dipinta dai media solo attraverso la lente negativa di incidenti o ammanchi finanziari.

Al contrario, il ruolo di Csdm come certificatore di origine, quindi un ponte essenziale tra fornitori e amministratori, permette di intercettare una realtà fatta di confidenze preziose, benefici economici apportati alle famiglie, innovazione tecnologica e soluzioni concrete per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Di tutto questo bene, solitamente ignorato, il premio vuole farsi portavoce, offrendo un momento di relax e riconoscimento a chi si è distinto nella comunità professionale di Milano e Lombardia.

La giornata ha segnato anche un importante passaggio di testimone generazionale. È stata infatti presentata la squadra dei nipoti del fondatore, che oggi affiancano l’attività con ruoli di responsabilità.

Sara Dallagiovanna è alla guida di Omnilab, un laboratorio operativo già entrato in funzione con l’obiettivo ambizioso di raggiungere le centomila analisi annuali per abbattere i costi condominiali.

Accanto a lei operano Federico, studente al primo anno in Cattolica che sta iniziando il suo percorso sul campo, e Alessandro, laureato con lode e specializzato a Castellanza, che dopo un anno di studi in America sta affrontando il tirocinio operativo nei cantieri prima di approdare alla gestione d’ufficio. Saranno anche loro, in futuro, i volti del premio Csdm.

I premiati

Il primo riconoscimento della giornata è stato assegnato a Gianluca Caserini, professionista esperto attivo dagli anni Ottanta, premiato per aver saputo gestire la propria carriera riducendo al minimo il contenzioso legale nei condomini. Il premio è stato consegnato da Saverio Fossati, giornalista ed esperto del settore immobiliare.

Fossati ha spiegato come il ruolo dell’amministratore sia centrale non solo per gli adempimenti del Codice Civile, «ma per la creazione di un sistema di relazioni umane armonioso, agendo come lubrificante tra vicini spesso incattiviti e spiegando ai condomini che l’amministratore è un alleato nel godimento dei beni comuni».

Successivamente, il palco ha ospitato un esempio di gestione tecnica e amministrativa: Gabriele Barbati dello Studio Gaspari, che ha descritto l’opera di riqualificazione di un complesso ex Iacp composto da 650 unità immobiliari.

«Attraverso una difficile manovra di sisma bonus e superbonus 110%, lo studio è riuscito a portare a casa interventi per 65 milioni di euro, richiedendo ai condomini un esborso minimo di circa 1.500 euro a testa. Il progetto ha trasformato il complesso in una sorta di città nuova, con tetti verdi, impianti di nuova generazione per l’acqua calda e cappotti facciali, superando sfide contabili e burocratiche immense e dando enorme lustro alla categoria degli amministratori».

L’innovazione organizzativa è stata invece il fulcro della premiazione di Marco De Bellis: il professionista è stato lodato per la rapidità e l’intelligenza con cui ha rivoluzionato il proprio studio attraverso l’implementazione della piattaforma gestionale Arcadia.

Grazie all’inserimento di personale dedicato e alla collaborazione con lo staff di Domus Net, De Bellis ha completato la transizione tecnologica in soli sei mesi, ottimizzando i processi e liberando i collaboratori da carichi di lavoro superflui per restituire valore al servizio verso il condominio.

Un riconoscimento particolare è andato ad Andrea Rebolini, talento nell’ambito della contabilità condominiale. Rebolini è stato coinvolto come docente nella scuola di formazione di Csdm per la parte giuridico-contabile, contribuendo a formare e immettere sul mercato i primi otto corsisti specializzati. La sua capacità di insegnare senza annoiare e la sua competenza tecnica lo rendono un punto di riferimento per gli studi che soffrono la carenza di personale qualificato nella gestione dei bilanci.

La cerimonia ha poi toccato corde emozionali profonde con i premi alla carriera.

Claudio Bianchini, colonna storica ed ex presidente dell’Anaci, è stato festeggiato per i suoi cinquant’anni di attività iniziata nel 1976. Bianchini ha ripercorso con ironia l’evoluzione del mestiere, dai bilanci scritti a macchina con le Olivetti ai primi investimenti milionari nei computer Commodore, sottolineando come l’amministratore debba oggi essere un professionista onnisciente e multidisciplinare.

Accanto a lui, è stata premiata Teresina Riva, con 38 anni di gestione ininterrotta nello stesso stabile, rappresenta un esempio di correttezza e fermezza, stimata dai colleghi per la sua straordinaria longevità professionale.

In chiusura, l’evento ha abbracciato una dimensione spirituale con l’intervento di Don Juan Carrera, che ha offerto una riflessione sul valore della generosità e sul ruolo degli amministratori come “angeli custodi” della quotidianità.

Legionella e responsabilità

A chiudere l’evento è intervenuto Sergio La Mura, esperto di fama nazionale e co-autore delle linee guida sulla legionellosi del 2015. Con un intervento sintetico, ma di grande impatto, La Mura ha tracciato il quadro attuale di un’emergenza che continua a colpire duramente il territorio milanese, citando i recenti e drammatici casi avvenuti in zona San Siro.

Sebbene la cronaca dia spesso grande risalto solo ai casi di decesso, il professore ha sottolineato come la vera protezione dalla legionella per l’amministratore risieda esclusivamente nel possesso di analisi aggiornate e certificate, strumento indispensabile per dimostrare il buon operato in sede civile e penale.

 «I dati rilevati indicano una situazione che desta qualche preoccupazione, con circa 4.600 malati registrati in Italia quest’anno, segnando un incremento del 20% rispetto al già critico anno precedente. In questo contesto, la Lombardia si conferma un’area sensibile con 1.500 casi accertati».

La Mura ha inoltre ricordato la pressione internazionale dovuta alle Olimpiadi del 2026, che ha portato le autorità sanitarie e l’Ats a una vigilanza ancora più serrata su ogni tipo di struttura ricettiva, inclusi gli appartamenti destinati ad Airbnb.

Sul fronte legislativo, l’attenzione si è spostata sul decreto legislativo 102 uscito a luglio, un’integrazione normativa che ha voluto ribadire con forza l’articolo 5, comma 4, specificando la responsabilità del gestore nell’esecuzione delle analisi all’interno degli stabili.

«Sebbene molti condomini non siano formalmente classificati come edifici prioritari, la presenza di inquilini sopra i 65 anni o la natura vetusta degli impianti li rende di fatto edifici sensibili alla legionella. In questi casi, la frequenza semestrale delle analisi diventa la modalità più economica e serena per tutelare lo studio professionale e garantire la sicurezza dei residenti, la prevenzione attiva è necessaria», ha spiegato La Mura.

I volti dell’eccellenza

Il panorama dell’amministrazione condominiale italiana sta attraversando una fase di profonda metamorfosi, sospinto da una complessità normativa sempre più stringente e da un’accelerazione tecnologica senza precedenti. In questo contesto, il Premio Csdm 2025 si conferma un osservatorio privilegiato per comprendere lo stato dell’arte della professione.

Attraverso le voci dei protagonisti, dai decani con cinquant’anni di carriera ai giovani innovatori, è emerso il ritratto di una categoria che sa unire il rigore tecnico alla sensibilità umana.

di Alice Fugazza

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