A chiudere l’ottava edizione dell’evento Anaci Bergamo Incontra sono intervenuti il Ceo di Mir Group, Raffaele Marrazzo, e l’architetto Davide Pagano, co-fondatore di Cmq architettura, che hanno approfondito il tema della prefabbricazione e del Bim, potenziali leve strategiche per progetti di riqualificazione capaci di generare valore non solo sul piano edilizio, ma anche sotto il profilo sociale.

Gli interventi

Società benefit, Mir Group è una holding multidisciplinare con esperienza decennale nella realizzazione di edifici nZeb e nella riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare. Con sede a Bergamo e uffici in Italia e all’estero, il gruppo si compone di 12 società impegnate nella riqualificazione e rigenerazione urbana sostenibile.

Raffaele Marrazzo | Ceo di Mir Group
Raffaele Marrazzo | Ceo di Mir Group

«Quando riqualifichiamo, interveniamo su un edificio esistente in ottica di zero energy building e zero emission carbon building. Quando lavoriamo sulle nuove costruzioni, lavoriamo in un’ottica di active building. Non è sufficiente solo progettare un edificio attivo, bisogna anche saperlo edificare con dettagli costruttivi e tecnologie innovative. Non solo: non basta progettare e costruire bene, bisogna anche monitorare l’edificio nel tempo, ha esordito Marrazzo. «Quando parliamo di rigenerazione urbana sostenibile mettiamo al centro la persona. Nel contesto condominiale ci concentriamo sul comfort abitativo per migliorare la qualità di vita degli inquilini, declinando quattro aspetti: comfort termoigrometrico, comfort acustico, qualità dell’aria e ottimizzazione delle superfici trasparenti. Nella visione di Mir Group la rigenerazione urbana è intesa come un percorso complesso, dall’alto verso il basso e viceversa, che contempla aspetti sociali, storici, culturali, tecnologici, urbani. «Si parte dalla sensibilità diffusa e circolare per passare all’aspetto urbano, alla riqualificazione dell’edificio, agli spazi di connessione, fino ad arrivare a un contesto di quartiere».

Analisi e BIM

Ogni intervento progettato da Mir Group mette insieme il sistema edificio e quello impiantistico.

«Si parte da un’analisi delle patologie dell’edificio, ad esempio presenza di umidità, cedimenti strutturali, ponti termici, per poi adottare un percorso in grado di risolvere le varie inefficienze con una progettazione integrata. Da un rilievo laser scanner o con drone definiamo lo stato di fatto per poi progettare, seguire il cantiere, andare anche in produzione se parliamo di elementi fabbricati, per poi utilizzare il Bim nella fase di gestione», ha aggiunto il relatore. «Il Bim non è il modello 3D di un edificio, ma qualcosa di molto più approfondito. Ci sono tanti dati che vengono aggiunti all’elemento tridimensionale ed esistono anche piattaforme Open Bim in cui diversi software hanno la possibilità di interfacciarsi proprio per seguire tutto il processo e aiutarci a progettare, tenendo sotto controllo tempo, costi, tecnologia, linea di produzione se parliamo di elementi prefabbricati».

Marrazzo ha poi elencato alcuni progetti firmati dalle società del gruppo, come l’intervento presso la Fondazione Honegger RSA di Bergamo, in cui una villa storica di inizio Novecento è stata riqualificata con tecnologie e soluzioni ad alte prestazioni che hanno consentito un salto di quattro classi energetiche (dalla B alla A4), con una riduzione del 45% dell’energia primaria non rinnovabile. «Abbiamo riqualificato l’involucro con montaggio di pareti prefabbricate, lavorando solo in esterno con una gru e una piattaforma aerea. Questo ci ha permesso di mantenere attivo l’uso degli ambienti interni e avere un cantiere pulito con meno operai qualificati. Siamo riusciti con una progettazione dettagliata a inserire 130 moduli prefabbricati composti da due elementi: la parte trasparente con il serramento e i brisoleil, la parte opaca con il parapetto. I moduli in lana di roccia hanno uno sfasamento molto alto e risolvono anche l’aspetto antincendio in facciata».

Il know-how

Mir Group è presente anche in Svizzera, Emirati Arabi e India.

«Ogni area geografica ha il suo programma di decarbonizzazione», ha spiegato Marrazzo. «Per esempio, l’India si è posta obiettivi molto sfidanti per il 2047, anno in cui ricorrono i cento anni d’indipendenza del Paese. Il punto di partenza è di circa 30-40 anni indietro rispetto all’Italia, ma la costruzione di nuove città ci apre le porte per portare il nostro know-how, le nostre conoscenze, la nostra tecnologia, i nostri materiali».

In India, Mir Solution è capofila di un intervento per realizzare un grande distretto di edilizia sostenibile per edifici a zero emissioni ed edifici attivi. Il progetto prevede anche la costruzione di uno stabilimento produttivo di materiali edilizi ad alta efficienza energetica, tra cui pannelli fotovoltaici BIPV, materiali per l’isolamento termico e batterie agli ioni di sodio. La tecnologia del fotovoltaico integrato in facciata (BIPV) è stata applicata per la prima volta a Bergamo in un condominio del dopoguerra trasformato in edificio attivo. «Il complesso di via Cerasoli si compone di 30 unità abitative dislocate su due edifici. Nella riqualificazione abbiamo adottato una serie di interventi portando l’edificio alla degassificazione completa. Gli impianti sono stati trasformati in autonomi, le caldaie tradizionali a gas in pompe di calore, utilizzando le vecchie canne fumarie come cavedi per le tubazioni, alimentate da un potente sistema fotovoltaico con batterie di accumulo. L’involucro è stato coibentato e rivestito in gres, sono stati installati circa 150 monoblocchi prefabbricati progettati specificamente per la facciata ventilata. Inoltre sono stati coibentati i due solai e si è provveduto all’integrazione architettonica di componenti fotovoltaici attivi (BIPV) nel manto di copertura, installando circa 5 kW di picco per ogni appartamento e dando la possibilità al condominio di utilizzare l’energia prodotta per usi privati con l’incentivo della contemporaneità».

I progetti

Davide Pagano | Co-fondatore di Cmq architettura
Davide Pagano | Co-fondatore di Cmq architettura

A seguire, Pagano ha presentato due progetti di riqualificazione inerenti condomini di grandi dimensioni a Milano. Il primo esempio si è concentrato sul complesso residenziale di viale Bligny 42, storicamente conosciuto come Casa Mazzucchelli, un edificio di fine Ottocento situato a ridosso della cerchia delle mura spagnole di Milano, di fianco all’Università Bocconi. Originariamente nato come fabbricato a uso abitativo con magazzini al piano terra, l’edificio conta 256 unità immobiliari distribuite su sei piani fuori terra e un piano interrato.

«Il condominio era composto sostanzialmente da mini appartamenti di 4×5 metri, con porta d’ingresso, una finestra, un bagno interno. Abbiamo messo a punto interventi abbastanza ambiziosi, rifacendo completamente la copertura, i quattro corpi scale, tutti gli impianti autonomi a gas sono stati smantellati a favore di pompe di calore centralizzate caldo-freddo. Abbiamo installato un impianto fotovoltaico da 20 kWp con batterie di accumulo per 48 kWh complessivi», ha elencato Pagano.

L’intervento, realizzato grazie al superbonus, ha permesso all’edificio di compiere un salto dalla classe energetica G alla A1 con una significativa riduzione dei consumi, maggiore comfort abitativo e una migliore sicurezza antisismica, preservando al tempo stesso il valore storico e architettonico del complesso. «Portare un edificio dell’Ottocento allo standard attuale non è stato semplice», ha affermato l’architetto. «Uno dei punti di partenza è stato riprendere i caratteri storici dell’edificio lavorando sui fregi, le facciate e i dettagli per ridare qualità e dignità all’edificio. Abbiamo riproposto tutte le soluzioni tecniche che servivano a far funzionare l’edificio anche dal punto di vista del comfort abitativo, per poi arrivare agli interventi più complessi, come la riqualificazione della copertura. Le mansarde erano abitate, quindi abbiamo scoperchiato il meno possibile, e abbiamo costruito un tetto coibentato completamente al di sopra di quello esistente. Infine, per riqualificare i quattro corpi scale, caratterizzati da importanti cedimenti strutturali, siamo intervenuti con una prefabbricazione spinta nel tentativo di lavorare a umido il meno possibile. All’interno del corpo scala abbiamo poi inserito tutti i sistemi impiantistici, compresa l’insonorizzazione delle macchine a pompa di calore».

Convegno Anaci Bergamo
Convegno Anaci Bergamo

La riqualificazione

Il secondo esempio di rigenerazione di successo presentato da Pagano alla platea riunita a Bergamo ha riguardato il condominio Cascina dei Prati, edificato alla fine degli anni Settanta nella zona nord di Milano. Il complesso residenziale popolare, con corte aperta, ospita circa cento unità abitative su una superficie di oltre 7 mila metri quadrati.

«Abbiamo lavorato sui fronti est, sud e ovest inserendo una sorta di scatola che potesse operare come sistema di antiribaltamento attaccato alla facciata». La struttura a telaio in acciaio integrata ai nodi trave-pilastro permette infatti di ottimizzare la distribuzione dei carichi e garantire resistenza alle sollecitazioni sismiche. «Inoltre, abbiamo lavorato dal punto di vista energetico per schermare le facciate dall’irraggiamento. Questo si è tradotto nella realizzazione di nuovi balconi integrati alla struttura, con un sistema in acciaio studiato in officina e montato in loco, che hanno consentito di ampliare gli spazi abitativi esterni tra i 7 ai 15 metri quadrati e valorizzare le facciate, per migliorare l’impatto estetico e far percepire un edificio popolare come una costruzione nuova e all’avanguardia».

di Veronica Monaco