Nel cuore di Città Studi, a Milano, il nuovo edificio residenziale firmato ebpc ridefinisce il vivere contemporaneo: un volume monolitico in travertino cela un giardino interno e una piscina coperta, offrendo eleganza, comfort e spazi condivisi.


Una nuova presenza materica nella cortina milanese

Nel caso in esame ci troviamo in via Vanvitelli, precisamente al numero 6, nel cuore del quartiere Città Studi a Milano. L’attuale tessuto, d’impianto ottocentesco, si presenta con elementi ancora risalenti all’epoca di fondazione e con un massiccio corpus di isolati realizzati fra le due guerre mondiali. Risulta però anche punteggiato di edifici eretti fra gli anni ‘50 e ‘60 dello scorso secolo frutto, in massima parte, della ricostruzione dei vuoti lasciati dalla devastazione dei bombardamenti alleati.

Il nuovo fabbricato, progettato dal sodalizio ebpc composto da Emanuela Bartolini e Paolo Cardin, s’innesta in un lotto con fronte di 26 metri e profondità di circa 38. La cortina sul filo stradale era occupata da un condominio di tre piani, il fondo del lotto da un opificio di modeste dimensioni, lo spazio fra le due volumetrie era un piazzale disadorno destinato principalmente alla sosta delle auto private.

Il nuovo complesso elimina integralmente le preesistenze e s’incunea in una serrata schiera di palazzine tipiche degli anni del boom, rivestite con materiali ceramici e dettagli lapidei, invariabilmente dotate di balconi. I progettisti si allineano, sia in altezza che nei fili edilizi, agli edifici contigui ma se ne distaccano nettamente come impostazione, scegliendo infatti la monomatericità e optando, sul fronte principale, per l’assenza di aggetti.

Il nuovo volume si presenta come un blocco monolitico di travertino che sembra emergere dalla bancata di una cava. Le bucature di facciata sono degli scavi, siano essi finestre, logge o terrazzi, che, con il loro marcato chiaroscuro, enfatizzano l’aspetto massivo della nuova volumetria.

Scorci dell’edificio di via Vanvitelli a Milano

Il linguaggio architettonico: un monolite contemporaneo

L’effetto complessivo ci restituisce un prospetto quasi monumentale e astratto ma che non risulta mai freddo. Infatti, la pietra, in nuance con gli elementi metallici presenti in facciata (i diafani parapetti e i telai degli infissi quasi a scomparsa) ha un aspetto caldo in quanto risulta sempre mutevole e, a seconda dell’incidenza dei raggi solari, vira dai toni del sabbia ai riflessi color miele chiaro.

Superando il volume posto sulla strada, abbastanza introverso per schermare dal traffico cittadino e garantire la privacy degli utenti, si entra in mondo a parte.

Il piazzale ha lasciato il posto a un giardino segreto, fatto di forme vegetali e minerali, dove risulta piacevole affacciarsi e sostare negli ampi balconi e terrazzi. Il fondo del lotto viene valorizzato con un nuovo volume che accoglie spazi comuni, fra cui una piscina coperta fruibile dai residenti.

Abitare fluido e luminoso: la distribuzione interna

L’impianto distributivo è una intelligente reinterpretazione del classico edificio in linea. In posizione mediana troviamo il corpo scala/ascensore, che prende luce diretta dal giardino interno, da questo si accede ai due alloggi che presentano un’impostazione speculare distinta in tre fasce.

Nella prima si trova un ampio soggiorno passante che affaccia sia su via Vanvitelli, filtrato dalle logge, sia sul prospetto privato, ampliato dai balconi. Segue un elemento soglia fra la parte pubblica e privata dell’alloggio, della larghezza di 180 cm.

In questo vengono concentrati gli spazi di servizio, i bagni, i depositi e i cavedi che distribuiscono l’impiantistica. Nella terza fascia troviamo le camere da letto. Pertanto, vengono totalmente annullati gli spazi di disimpegno ottimizzando al massimo le metrature disponibili dedicandole alle funzioni abitative.

I layout dei singoli alloggi, calibrati in modo sapiente, permettono, in qualsiasi momento, la loro unione senza snaturare il carattere complessivo dell’abitazione.

Rigore costruttivo ed efficienza energetica

La struttura portante, per i primi 7 piani, è di tipo tradizionale con un telaio, travi e pilastri, realizzato in calcestruzzo armato e solai di tipo predalles integrati in opera. L’ultimo livello presenta invece un’orditura in carpenteria metallica. Questo garantisce maggiore flessibilità costruttiva e permette di rastremare parte della facciata facendola divenire, di fatto, l’elemento di copertura.

I telai sono poi tamponati con blocchi in laterizio ad incastro intonacati, uniformemente isolati esternamente con pannelli in poliuretano espanso ad alta densità accoppiato a una lastra di fibrocemento. Il rivestimento lapideo esterno è sorretto da un’orditura metallica ancorata al laterizio e non presenta camere di ventilazione.

L’energia primaria, necessaria per generare la caloria e la frigoria utile per condizionare gli ambienti abitati, è fornita da un sistema integrato composto da due pozzi geotermici collegati a una pompa di calore e supportati da un impianto fotovoltaico.

Questo ciclo integrato, unitamente al forte isolamento dell’involucro, garantisce un’alta efficienza energetica che limita i consumi sia nel ciclo invernale sia in quello estivo.

Emanuela Bartolini e Paolo Cardin non sembrano essersi fatti prendere dalla sbornia delle nuove architetture milanesi, in alcuni casi decisamente sopra le righe, e hanno progettato un edificio meneghino vecchio stampo, solido, concreto e privo di fronzoli ma, allo stesso tempo, molto elegante.

via-Vanvitelli-Milano-ebpc

La scheda

  • Committente: Sanami srl
  • Progetto: ebpc architettura e urbanistica
  • Strutture: Ideas srl
  • Impianti elettrici e meccanici: Elco & Ebner Engineering srl
  • Impianti meccanici: Ghs – General Hydraulic System
  • Aspetti ambientali: Lybra Srl – Dott. Alberto Romano
  • Sicurezza: per. ind. Luca Arrigoni e ing. Antonella Dambrosio
  • Impresa edile: Mazzalveri & Comelli spa
  • Impianti meccanici: BF Clima srl
  • Impianti elettrici: Easy Energy Solar srl
  • Progettazione: 2018-2019
  • Realizzazione: 2020-2024
  • Fotografie: Marco Cappelletti

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