Vetri retinati, calcestruzzo ammalorato e ruggine, fissaggi inadeguati, solai logorati: sono alcune delle principali cause di cedimento dei parapetti, un fenomeno che risulta più frequente di quanto si possa immaginare, con conseguenze anche fatali. Ma sulla sicurezza non si può transigere, soprattutto se c’è in gioco la vita delle persone. Per questo è importante affidarsi a tecnologie certificate e professionisti in grado di offrire soluzioni sicure e conformi alle normative vigenti.

Come Faraone, azienda di Tortoreto (Teramo) specializzata da oltre 50 anni in architetture trasparenti e punto di riferimento in Italia per i parapetti in vetro certificati, ideali per balconi, terrazzi, scale, recinzioni e spazi interni. Ne parliamo con l’amministratore delegato Flavio Faraone.


Intervista a Flavio Faraone

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Flavio Faraone, amministratore delegato Faraone

Quali sono le norme in fatto di sicurezza per le balaustre?

Le norme di riferimento sono quelle inserite nelle NTC del 2018 e nel DM 17/01/2018 in cui sono determinati i carichi di resistenza delle balaustre a seconda della loro categoria di utilizzo.

Il caso classico è quello dell’utilizzo residenziale sui balconi, per cui il parapetto deve avere una resistenza alla spinta di 200 chilogrammi al metro lineare. Per quanto riguarda i luoghi in cui sono previsti grandi affollamenti di persone, invece, la resistenza deve essere di 300 chilogrammi al metro lineare.

C’è, inoltre, la norma Uni 11678 del 2017, che indica la procedura di realizzazione dei test per i parapetti in vetro, che in passato veniva lasciata alla autonoma azione delle singole aziende.

Bisogna infine far riferimento all’altezza minima del parapetto, che in Italia si attesta su un metro. Tuttavia, visto che ci sono delle variazioni da Comune a Comune, Faraone ha deciso di prendere come standard l’altezza di 110 centimetri, in modo da coprire il 95% delle casistiche nazionali.

Il 90% dei parapetti in Italia non è a norma: gli amministratori di condominio sono tenuti a intervenire?

Sì, quando c’è un rischio potenziale. Se l’amministratore è a conoscenza di un problema inerente a un parapetto, deve intervenire perché si presuppone un rischio per i condomini. L’amministratore di condominio non è un tecnico, non può conoscere tutte le norme di riferimento, però deve vigilare sulla sicurezza dell’edificio che amministra. Il parapetto rientra tra gli elementi che deve prendere in considerazione.

Qual è la situazione dei condomini in Italia sotto questo profilo?

In Italia il patrimonio edilizio è vetusto. Più del 60% degli edifici residenziali è stato costruito in cinquant’anni, dal Dopoguerra agli anni Novanta, ne consegue che anche i parapetti installati non sono più a norma, in quanto ormai vecchi e non più adatti ai carichi attuali.

La manutenzione non basta?

La manutenzione conserva l’esistente, può coprire una verniciatura che nel tempo si è rovinata, ma non può rendere sicuro qualcosa che non lo era già prima. La manutenzione rimane un intervento prettamente estetico, non funzionale.

I sistemi Farone sono studiati per integrarsi in modo elegante con ogni contesto, valorizzando la luce e alleggerendo visivamente il fronte dell’edificio

In fatto di sicurezza, che cosa rischiano gli amministratori?

Sicuramente hanno una responsabilità civile in caso di incidente. Oggi il concetto chiave è la prevedibilità del rischio: se il rischio è noto, bisogna agire per poterlo eliminare.

Anche i proprietari sono responsabili?

Sì, perché essendo proprietari sono responsabili di quanto accade nelle loro case. Non possono ovviamente sapere se un parapetto è a norma, si fidano di quello che possiedono, e qui torna preponderante il ruolo dell’amministratore che deve vigilare sulla sicurezza di tutto l’edificio, parapetti compresi.

Come si rispetta la sicurezza di un parapetto? 

Si fa una valutazione visiva e manuale del manufatto, andando per esempio a verificare se i fissaggi sono ancora integri. Ci sono diversi punti da prendere in considerazione per verificare che un parapetto esistente sia sicuro. Se parliamo di un parapetto nuovo bisogna fare chiaramente riferimento alla norma e affidarsi a una consulenza sia in fase di progettazione che di installazione.

Quali sono i criteri previsti dalla legge?

Oltre alle NTC del 2018 e alla norma Uni 11678 per i metodi di prova, bisogna rispettare le altezze minime e i carichi di resistenza a seconda della destinazione d’uso dell’ambiente in cui vengono installati i parapetti, per scegliere la soluzione corretta.

Per raggiungere determinati risultati occorre fare affidamento su personale qualificato. Come siete organizzati per la formazione?

Facciamo formazione ormai da quindici anni. Bisogna sempre rivolgersi ad aziende formate dai produttori: ai nostri installatori forniamo manuali, indicazioni di posa, consulenza, sia alla progettazione che all’installazione.

Ma è necessaria anche una formazione degli amministratori?

Non serve andare a formare gli amministratori dal punto di vista tecnico, ma dal punto di vista della consapevolezza. Devono sapere che se un parapetto è rovinato, non funziona bene, non è a norma, il fatto che stia in piedi non significa che sia sicuro. Pertanto, devono preoccuparsi di fare le verifiche necessarie e poi agire di conseguenza.

Che cosa si può fare per aumentare questa consapevolezza?

Ci si può incontrare con gli amministratori, fare chiarezza, dare informazioni. Il prossimo convegno che stiamo organizzando a Verona punterà sui temi della sicurezza.

Il parapetto non è solamente un elemento estetico, installato per rendere le facciate più belle, ma un sistema che, se non è sicuro, può rappresentare un serio pericolo per le persone presenti su un balcone. Vogliamo creare cultura della sicurezza, che poi gli stessi amministratori possono trasferire ai loro condomini.

Quali sono i focus di questo evento?

Il convegno verterà sull’importanza del parapetto, che spesso è l’ultimo elemento che viene preso in considerazione quando si va a realizzare una costruzione. Vogliamo far capire il valore di un parapetto a norma e l’importanza di rivolgersi ad aziende veramente preparate su questo tipo di prodotto. Se si sostituisce un parapetto con un sistema mal progettato e posato in maniera inadeguata, si rischia anche di avere problemi nel tempo, come infiltrazioni d’acqua che possono penetrare fin dentro casa.

Un edificio nel milanese che integra architettura e natura. I parapetti in vetro Faraone dialogano con il verde costante, portando luce e leggerezza alle facciate, in questo caso rivestite in gres

Le vostre balaustre sono certificate?

Sì, i nostri sistemi sono tutti certificati secondo le norme già citate. Abbiamo un laboratorio prove all’interno della nostra azienda, quindi tutti i prodotti che andiamo a realizzare vengono prima testati da noi e poi da un ente terzo. Sui temi della sicurezza e della certificazione ci battiamo da quindici anni, per noi ogni prodotto, prima di essere venduto, deve essere testato.

L’azienda offre anche un servizio di assistenza?

Abbiamo un servizio di assistenza sia interno che esterno. Il nostro ufficio tecnico è a disposizione di chiunque richieda maggiori informazioni sul mondo del parapetto; inoltre, la nostra rete di area manager e agenti, presenti su tutto il territorio nazionale, possono all’occorrenza relazionarsi con i progettisti e gli amministratori e fornire supporto consulenziale a 360 gradi.

Quali sono i problemi maggiori che affrontate di fronte al mondo del condominio?

Se parliamo di ristrutturazioni, spesso abbiamo a che fare con edifici datati in cui dobbiamo verificare l’idoneità dell’installazione di un determinato tipo di parapetto. Per esempio, nel corso di una recente realizzazione a Torino, ci siamo trovati di fronte a un edificio molto vecchio e malandato, che è stato ristrutturato completamente. In quel caso abbiamo dovuto verificare se le solette presenti fossero adatte per il nuovo parapetto da installare. Abbiamo eseguito prima un test in cantiere, poi verificato la soletta, dopodiché abbiamo studiato la soluzione più adatta a quel contesto.

Nei condomini si possono trovare situazioni completamente diverse, quindi c’è bisogno di professionisti in grado di offrire le giuste informazioni e la consulenza per poter procedere con la corretta realizzazione dell’opera.

Come spiegare in assemblea la necessità di adeguare i parapetti?

Prima di tutto bisogna far capire che il parapetto non è un manufatto posizionato sul balcone per bellezza, ma un elemento che rende sicura la vita delle persone, che devono poter vivere l’ambiente esterno in modo completamente sicuro. Se un parapetto non funziona bene e non è sicuro, deve essere cambiato.

Avete messo a punto anche un manuale tecnico dei parapetti. Che cosa contiene?

Il Manuale del parapetto in vetro è stato pubblicato circa tre anni fa e ha avuto un ottimo successo. Scritto insieme a mio padre, Sabatino Faraone, approfondisce in maniera molto discorsiva il mondo dei parapetti, rendendosi utile anche a chi non ha una formazione tecnica. Nel manuale sono illustrate le varie tipologie di parapetto, l’importanza di utilizzare un vetro piuttosto che un altro, la rilevanza del fissaggio e tutti i fattori da prendere in considerazione prima di mettere mano all’opera. Essendo facile da comprendere, è molto utile anche agli amministratori di condominio e agli stessi condomini, che possono trovare le risposte a qualsiasi loro dubbio. Abbiamo distribuito circa 17 mila copie, tutte su richiesta.

manuale-parapetti_4a-edizioneIn condominio quali sono le principali problematiche che riscontrate?

Nei condomini ci troviamo spesso di fronte a parapetti più bassi rispetto a quanto indicato nella norma, vetri retinati, fuori legge già da diverso tempo, interventi fatti per tamponare situazioni problematiche, fissaggi spesso arrugginiti. A volte è il cemento stesso che si è ammalorato e non riesce più a tenere bene il supporto del parapetto, rendendo ancora più pericoloso accedere al balcone.

Quali sono le principali soluzioni Faraone?

Abbiamo diverse soluzioni di parapetto. Il sistema Ninfa con parapetti tuttovetro è quello più utilizzato a livello nazionale, anche perché risponde alle tendenze dell’architettura contemporanea. Il sistema Maior comprende invece i parapetti classici con piantoni in alluminio e viene spesso utilizzato nelle ristrutturazioni, andando a sostituire i vecchi modelli con struttura in ferro e vetri, senza alterare l’estetica dell’edificio.

Quali sono gli elementi da considerare nella scelta di una balaustra?

Prima di tutto è necessario capire l’effetto che si vuole ottenere a lavoro ultimato. Con il parapetto tuttovetro si ha una trasparenza totale, mentre con un sistema di montanti c’è una piccola schermatura. Se parliamo di sicurezza, bisogna anche verificare se la soletta dove va fissato il parapetto possiede le caratteristiche necessarie per reggerlo. Sono tutte valutazioni che vengono fatte a monte dell’installazione, anche con dei test, per verificare il perfetto funzionamento del sistema.

Proponete un sistema Faraone, che non riguarda solo un singolo prodotto. Di che si tratta?

Noi non vendiamo solo il prodotto singolo. In quindici anni di esperienza e di consulenza a clienti e progettisti abbiamo creato un sistema a 360 gradi. Partiamo dalla consulenza al progettista, collaborando alla progettazione del parapetto stesso, offrendo informazioni sulla protezione dei fori, sugli accorgimenti da adottare per evitare determinate problematiche, ad esempio in presenza di isolamenti sui balconi. La stessa posa in opera deve seguire le nostre indicazioni in termini di procedure e materiali, per fare in modo che il parapetto sia installato correttamente e non dia problemi nel tempo.

Come valutare i rischi? 

Ogni balcone ha le sue caratteristiche, quindi il rischio si valuta a seconda del tipo di utilizzo. Solitamente si fa una diagnosi con un nostro tecnico sulla situazione esistente e sul tipo di soluzione che si può utilizzare. La chiave del successo sta nel poter collaborare con imprese in grado di offrire un lavoro di qualità. Faraone si appoggia a una rete di partner esterni che sanno già come montare il parapetto e quali materiali utilizzare, per far sì che la qualità resti costante fino all’uscita dell’installatore dal cantiere.

Come si verifica la necessità di intervento?

Con una verifica sia visiva che manuale. Si controlla se il parapetto tiene bene, se i fissaggi sono rovinati, che tipo di vetro è stato montato, i possibili rischi se non si interviene. Se il parapetto non garantisce più protezione, è chiaro che bisogna intervenire.

E come individuare la soluzione migliore?

Di solito dopo una fase preliminare, si valuta assieme al progettista, all’amministratore e ai condomini il prodotto che può essere utilizzato. Noi offriamo un ventaglio di soluzioni, poi i committenti effettuano la scelta della soluzione per loro ottimale.

Catalogo-Guida-parapettiQual è la documentazione necessaria?

Prima di tutto il prodotto deve rispondere alle norme previste per quel determinato contesto d’installazione. Possiamo poi studiare delle soluzioni adatte assieme al progettista, andando a redigere un progetto su misura. Possiamo inoltre fornire certificazioni di prodotto realizzate da enti terzi, a garanzia delle prestazioni delle soluzioni scelte.

I parapetti determinano l’estetica dell’edificio: quanto ciò vi influenza nella progettazione?

Non eccessivamente perché riusciamo ad andare sempre incontro alle esigenze del committente e del progettista, anche con richieste di colori o vetri particolari.

Quali differenze ci sono nella scelta tra balconi e terrazze, scale interne e ballatoi?

Per quanto riguarda balconi, scale interne e ballatoi, la norma di riferimento per la resistenza ai carichi è di 200 chilogrammi al metro lineare per destinazione residenziale e 300 chilogrammi a metro lineare per spazi che prevedono grandi assembramenti di persone.

Il 99% dei balconi rientrano nella prima categoria. Per quanto riguarda i terrazzi, che di solito sono collocati sul tetto degli edifici, bisogna verificare se gli spazi sono adibiti o meno alla convivenza delle persone, per valutare la corretta categoria di riferimento.

Ci sono, inoltre, le pensiline…

Le pensiline sono un po’ un completamento al mondo dei parapetti. Ci siamo sempre ispirati al concetto del tuttovetro dei parapetti Ninfa e siamo stati i primi a proporre una pensilina tuttovetro senza tiranti. Oggi, con l’ultima Linea Serie 3, siamo arrivati a offrire una pensilina che resiste a un carico di 200 chilogrammi al metro quadrato.

Vengono eseguiti dei test, sia per il carico che in pressione, andando a verificare anche il carico del vento. Anche se la pensilina è un piccolo componente di un edificio, solitamente posto sopra l’ingresso, deve comunque rispondere a severi requisiti di sicurezza per consentire alle persone di transitare in modo sicuro.

Parapetti Ninfa per un edificio polifunzionale a Cuneo

Provvedete anche al collaudo post installazione? 

Sì, se richiesto dalla direzione lavori. I nostri tecnici dispongono di speciali attrezzature per eseguire i test di resistenza alla spinta del parapetto anche dopo l’installazione. In ogni caso noi consigliamo sempre di eseguire i test all’inizio della fase di installazione, in modo da correggere il tiro se ci fosse qualche problema.

Quali sono le problematiche connesse alla verifica post installazione?

Può succedere che venga installato un parapetto che non corrisponde alle caratteristiche di ciò che è stato venduto. Qualora, invece, venga richiesta una verifica post-installazione già in fase di preventivo e offerta, bisogna per forza andare a fornire il prodotto dichiarato.

Il vostro motto è «dormi sogni tranquilli». Quali sono i passi da compiere per dormire sereni?

Se si parte da una sorta di co-progettazione con il professionista per realizzare il balcone in maniera corretta, e ci si affida a posatori qualificati che seguono i nostri standard e i prodotti che andiamo a consigliare, le problematiche vanno a ridursi sempre di più, se non ad annullarsi completamente.

Parapetti Ninfa, con vetro temperato stratificato a Pescara

Quando è nata la vostra azienda?

L’azienda è stata fondata da mio padre Sabatino Faraone nel 1969. Per circa quarant’anni l’azienda ha lavorato nel settore degli infissi e delle facciate in alluminio, vivendo sempre il cantiere in prima persona. Nei primi anni 2000 siamo stati i primi a portare in Italia le facciate puntuali e ci siamo allargati al settore dei parapetti, che man mano è diventato il nostro core business. Oggi Faraone è conosciuta principalmente per questa tipologia di prodotto.

Perché avete pensato ai parapetti in vetro?

Lavoravamo già con le facciate e le scale in vetro e acciaio per l’interno. All’epoca si utilizzavano parapetti in acciaio inox, così siamo andati a colmare un vuoto del mercato con il parapetto tuttovetro. Ci siamo accorti che il settore dei parapetti era ancora molto artigianale, poco industrializzato, con scarsa attenzione alle norme. Abbiamo così spinto sulla formazione tramite tour in tutta Italia e documentazione tecnica per far conoscere il prodotto sia agli installatori che ai progettisti.

All’epoca, nel 2010, il parapetto tuttovetro era qualcosa di veramente innovativo, neanche si pensava fosse possibile utilizzarlo. Il vetro viene associato alla fragilità, invece, se trattato in un certo modo, è un materiale molto resistente, tanto che i test che deve superare un parapetto tuttovetro sono molto più rigidi e severi di quelli che solitamente si eseguono per i parapetti in metallo.

Oggi c’è una maggiore sensibilità da parte del committente e dell’utilizzatore finale per quanto riguarda la sicurezza dei parapetti?

Diciamo che siamo migliorati rispetto a dieci anni fa. Oggi c’è molta più richiesta di prodotti a norma e dichiarazioni di conformità, tuttavia c’è ancora molta strada da fare. Vediamo ancora molte soluzioni approssimative, improvvisate e non perfettamente funzionanti. Vendere un prodotto è facile, vendere un sistema non lo è, ma è quello a cui bisognerebbe arrivare.

Ha un consiglio da offrire agli amministratori di condominio?

Gli amministratori hanno molte cose a cui pensare e non possono sapere tutto. Quello che mi sento di suggerire loro è di rivolgersi agli specialisti di un determinato prodotto, non al generico tecnico della manutenzione. Se un parapetto non è sicuro o ha ricevuto segnalazioni da parte dei condomini, non basta aggiungere una staffetta per farlo stare fermo, ma bisogna intervenire in modo più articolato, contattando personale esperto che possa guidarlo nella messa in sicurezza.

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