La linea vita sul tetto garantisce la sicurezza degli operatori impegnati nei lavori in quota ed è fondamentale per prevenire incidenti e cadute dalle coperture degli edifici. La normativa italiana ha infatti definito nel tempo un insieme articolato di obblighi, controlli e requisiti tecnici finalizzati a proteggere chi opera sopra i tetti, sia durante interventi di manutenzione ordinaria sia nel corso di lavori straordinari o installazioni impiantistiche.
La sicurezza nei lavori in quota non riguarda esclusivamente il settore delle costruzioni. Pulizia delle coperture, manutenzione di impianti fotovoltaici, interventi sulle canne fumarie, opere di impermeabilizzazione o verifiche tecniche rendono frequentemente necessario l’accesso ai tetti da parte di personale specializzato. In tutti questi casi, la presenza di adeguati sistemi anticaduta costituisce un elemento essenziale per ridurre il rischio di infortuni gravi o mortali.
Che cos’è una linea vita e a cosa serve
La linea vita è un sistema di ancoraggio installato in quota sulle coperture degli edifici, al quale gli operatori devono collegarsi mediante apposite imbracature e relativi cordini che permettono loro di lavorare in sicurezza.
Per lavori in quota il legislatore intende tutte le lavorazioni capaci di esporre una persona a rischio caduta dall’alto, caduta che possa avvenire da un’altezza che superi i 2 metri rispetto a un piano stabile. Tutti i componenti del sistema devono essere marcati CE ed installati secondo criteri che garantiscano non solo la sicurezza, ma anche l’ergonomia e la facilità di utilizzo.
La normativa che regola le linee vita
Le linee vita sono regolamentate da un sistema integrato:
- Norma Nazionale D. Lgs 81/08
- Norma Regionale, Delibera della Regione di competenza
- Norme Tecniche Uni 11560:22
Il ruolo del D.Lgs 81/08 nella sicurezza dei lavori in quota
Il decreto legislativo 81/08 fa riferimento ai lavori in quota al Titolo IV Capo II «Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota).
Quando la linea vita è obbligatoria
La norma articolo 111, comma 1 lettera A, prevede che tutte le volte che si acceda ad una copertura in assenza di sistemi di protezione collettiva (reti-parapetti), la presenza di dispositivi di ancoraggio di tipo permanente a cui l’operatore possa, in piena sicurezza, agganciare il proprio dispositivo di protezione individuale (Dpi).
Quindi, nel momento in cui un tetto diventa luogo di lavoro è obbligatorio in qualunque luogo in Italia fornire al personale preposto gli opportuni sistemi di protezione.
I sistemi di protezione previsti dall’articolo 115
L’articolo 115 del decreto legislativo 81/08 prevede che nei lavori in quota qualora non siano state attuate misure di protezione collettiva come previsto all’articolo 111, comma 1, lettera A, è necessario che i lavoratori utilizzino idonei sistemi di protezione, idonei per l’uso specifico composti da diversi elementi, non necessariamente presenti contemporaneamente, conformi alle norme tecniche.
Le specifiche tecniche sulle misure preventive e protettive da adottare nella progettazione e nella realizzazione di interventi riguardanti le coperture di edifici di nuova costruzione o esistenti, pubblici e privati sono di competenza Regionale per cui per orientarsi in tal senso va verificata la delibera della Regione a cui appartiene lo stabile.
Ispezioni periodiche
Il richiamo del decreto legislativo 81/08 alle Norme Tecniche di riferimento, fa sì che le ispezioni periodiche siano obbligatorie nel rispetto dei tempi e dei modi indicati dalla Uni 11560/22. La corretta installazione di un dispositivo anticaduta non è, da sola, sufficiente a garantirne l’efficienza nel tempo.
Per questo motivo, il sistema di ancoraggio deve essere sottoposto a ispezioni periodiche con cadenza definita dal fabbricante e/o dal progettista del sistema.
Questi ultimi possono stabilire intervalli di controllo più restrittivi in funzione delle caratteristiche dell’impianto. In ogni caso, l’intervallo tra due verifiche non deve superare i due anni, per garantirne la piena efficienza.
UNI 11560:2022 e requisiti tecnici dei sistemi anticaduta
La norma Uni En 11560/22 indica la documentazione obbligatoria dei dispositivi anticaduta:
- Elaborato grafico rappresentativo del sistema
- Relazione tecnica generale
- Relazione di calcolo strutturale
- Documentazione fotografica del sistema
- Dichiarazione di corretta posa del sistema
- Manuali di installazione, uso e manutenzione degli ancoraggi
- Dichiarazione di conformità/rispondenza degli ancoraggi
- Indicazione d’uso dei Dpi da utilizzare
- Programma di manutenzione del sistema
- Registro delle ispezioni/manutenzioni del sistema
- Registro degli accessi al sistema
Le relazioni e l’elaborato grafico devono essere firmate e timbrate dal progettista, mentre la dichiarazione di corretta posa deve essere timbrata e firmata dall’installatore. È compito del responsabile dell’edificio custodire la documentazione, aggiornando ad ogni accesso all’impianto il relativo registro.
Ogni volta che siano previsti interventi con l’utilizzo della linea vita, il responsabile dell’edificio è tenuto a far visionare tale documentazione agli utilizzatori dell’impianto.
di Andrea Ferdeghini, professionista qualificato nel campo della sicurezza nei lavori in quota, con ruolo di consulente tecnico per le verifiche e ispezioni periodiche dei sistemi linea vita