l mondo del condominio sembra essere al centro dell’interesse del mondo politico. Quando si avvicinano le elezioni. Per i successivi quattro anni, sempre che il ricorso alle urne non sia anticipato, l’attenzione per quello che avviene nella maggior parte delle case degli italiani si affievolisce. Anche per questo le misure che sembrano urgenti nella vita di tutti i giorni dei cittadini, finiscono per essere rimandate a data da destinarsi.

L’ultimo esempio è quello del cosiddetto decreto Salva-condomini. Si tratta di una misura pensata per proteggere i proprietari degli immobili dalle pesanti contestazioni del Fisco in caso di irregolarità nei lavori collegati al superbonus.

Contestazioni che sono state causate, ammettiamolo, anche da comportamenti fraudolenti, ma che coinvolgono allo stesso tempo un grande numero di famiglie del tutto inconsapevoli o perfettamente innocenti. Per quei casi di contestazione puntuale era sorta l’ipotesi di un’imposta sostitutiva. Ma tutto è slittato.

Nel frattempo, l’Agenzia delle Entrate continua a mettere nel mirino i condomini che hanno subito, spesso per un’errata interpretazione delle complicate norme che hanno dato vita ai vari superbonus e bonus, dei rimborsi. Il fisco, insomma, ha preso di mira le somme versate dalle imprese ai condomini a titolo di risarcimento per danno da ritardo (delle imprese), perché secondo l’Agenzia su queste somme andrebbero pagate le imposte.

Una richiesta che sembra bizzarra, tanto che persino il governo aveva pensato di creare una norma «liberi tutti» per minimizzare i contenziosi a carico dei cittadini comuni causati, per esempio, per lavori non completati, oppure per irregolarità delle asseverazioni, a valle dei cantieri aperti con il superbonus.

In sostanza, i pasticci causati dalla normativa opaca e dagli intralci che hanno portato le imprese a ritardare i lavori, con irregolarità in fase di formazione del credito fiscale, rischiano di colpire i condomini con la richiesta di restituire le agevolazioni percepite in modo indebito. Non solo, i condomini dovrebbero pagare anche interessi e sanzioni.

Intanto, mentre i proprietari di immobili attendono una soluzione, le verifiche delle Entrate vanno avanti, con focus sui risarcimenti pagati dalle imprese ai proprietari in caso di lavori non completati in tempo per avere il superbonus. E dire che i risarcimenti considerati per danno da ritardo coprono in linea di massima solo la quota di lavori rimasta, in assenza delle maxi agevolazioni, interamente a carico dei condomini. Insomma, un vero pasticcio. Ma per risolverlo sembra non ci sia fretta. Alle elezioni manca ancora un anno.